5 Days of war (2011)

14/07/2011 by Luca
2011, Azione, Drammatico, Film Americani, Guerra, Stati Uniti divider image
5 Days of war (2011)

Citando Mark Zuckerberg, ‘La morte di uno scoiattolo di fronte alla porta di casa propria può essere più  rilevante per i propri interessi di quella di centinaia di persone in Africa’. Molte guerre non vengono raccontate o vengono presto dimenticate perché in quel momento c’è qualcosa di più interessante per i media da far vedere: è il caso della guerra lampo nell’agosto del 2008 tra Russia e Georgia per l’Ossezia del Sud; al momento si stavano svolgendo le Olimpiadi di Pechino e il mondo era quindi disinteressato a eventuali conflitti. 5 Days of war, o 5 Days of August, del finlandese Renny Harlin (Die Hard 2, Cliffhanger) racconta, o cerca di raccontare mischiando realtà e romanzo, la complessità e gli intrighi che sono avvenuti in quella regione che forse pochi sanno esattamente dove sia.

Protagonisti del film sono il repoter di guerra  Thomas Anders (Rupert Friend) e il suo cameraman Sebastian Ganz (Richard Coyle) che sono coinvolti, nell’introduzione, in un conflitto a fuoco in Iraq nel 2007; conflitto che vede le morte della compagna di Anders e i due freelance salvati dalle forze georgiane della coalizione. Da rimarcare la bellezza e l’intensità di questa prima sequenza che riesce a coinvolgere lo spettatore con la sua brutalità.

Passato un anno, ai due reporter arriva la notizia di schermaglie al confine tra Russia e Georgia, e decidono di partire verso l’Ossezia per documentare gli avvenimenti. Giunti sul posto e in attesa della guida che li porterà verso il confine, finiscono sotto un bombardamento russo su abitazioni civili che fa strage degli invitati di un matrimonio locale. Portati i feriti in ospedale, Thomas e Sebastian cercano di tornare verso i luoghi di combattimento, accompagnando una ragazza alla ricerca della famiglia. Giunti a Gori assistono ai crimini di guerra perpetuati dai soldati e mercenari russi e saranno braccati e catturati da questi che vogliono cancellare le prove delle loro atrocità. Sullo sfondo, il presidente georgiano interpretato da Andy Garcia, il quale fa di tutto per evitare il conflitto, ma viene ignorato dalla maggior parte delle potenze straniere, consce che mettersi contro la Russia porterebbe a conflitti ben maggiori.

Girano alcune voci su come sia scaturito questo scontro, e sia i russi che i georgiani affermano che siano stati gli altri ad invadere e aprire il fuoco per primi. Il regista Harlin, che in gioventù ha subito l’occupazione russa, non ci pensa due volte a scegliere quale sia la versione corretta; onestamente non si può sapere chi ha iniziato, ma chi compie crimini di guerra sui civili non è giustificabile per nessun motivo, quindi si fa poca fatica ad essere dalla parte dei georgiani, anche se il regista può aver esagerato nel rendere il popolo e il suo presidente così inerme e pacifico.

Le scene di guerra son ben fatte e coinvolgenti, anche se il budget non permette un realismo perfetto e in alcune scene si vede. Tra le parti minori si apprezzano la comparsata iniziale Heather Graham, il sempre più ciccio e capelluto Val Kilmer nelle vesti di un reporter collega di Anders e il russo per eccellenza Rade Serbedzija: se in un film c’è un russo, potete star certi che è interpretato da lui.

Tirando le somme, 5 Days of war  è un buon film per conoscere un conflitto tanto recente quanto poco conosciuto, anche se forse non pienamente oggettivo. Probabilmente uscirà in Italia, ma non sarà a breve: non è ancora uscito in larga scala e ci sono state solo due premiere in Georgia e a Londra per ora.

Voto: 

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One Response to 5 Days of war (2011)

  • si come no……………..
    la favola dei georgiani buoni e dei russi cattivi………….
    peccato che siano stati i georgiani ad iniziare le persecuzioni sulle minoranze russofone

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