ADHD Rush Hour (2012)

15/07/2014 by Renato Volpone
2012, Documentario, Film Europei, In uscita in Italia, Italia, Recensioni divider image
ADHD Rush Hour (2012)

Un film che fa il giro del mondo per raccontare il disagio delle persone ammalate di ADHD o deficit dell’attenzione e iperattività, una anormalità neuro-chimica geneticamente determinata.

La regista intervista genitori, scienziati, insegnanti per portare l’attenzione su di una malattia che colpisce in particolare i bambini e che viene curata con psicofarmaci a base di anfetamine. L’ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e potrebbe impedire il normale sviluppo e adattamento sociale dei bambini. Un disturbo che viene portato avanti per moltissimi anni. L’ADHD è catalogato nel DSM il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (quello per intenderci che comprendeva anche l’omosessualità fino a qualche anno fa) compilato dagli psichiatri americani. Il fatto stesso di comprendere questo disturbo nel manuale individua questi bambini come “malati mentali”. I sintomi del disturbo sono evidenti ed i primi ad accorgersene di solito sono gli insegnanti. Purtroppo, come il documentario segnala, sono poche le strutture che cercano di migliorare l’attenzione di questi bambini senza fare una terapia farmacologica. Il problema è infatti che i soggetti ammalati di ADHD devono prendere medicine (psicofarmaci) per tutta la vita fin da piccoli. Il dubbio che viene sollevato, e che è condivisibile anche per altri tipi di malattie, è che le società farmaceutiche tendono a inventare le malattie per aumentare i propri profitti. In questo caso il disturbo viene catalogato e curato farmacologicamente senza iniziare nessuno studio per stabilirne le cause né provare strade alternative alla cura farmacologica. Come descritto nel documentario la vendita degli psicofarmaci ha puntato ad un mercato molto più vasto che quello degli effettivi soggetti da curare.

Il mercato delle medicine poi è particolarmente contorto per cui ogni Stato tende a sostenere e introdurre i farmaci che meglio gli si addicono costringendo le famiglie, come in questo caso, ad emigrare all’estero (in Svizzera nel caso particolare) per acquistare medicinali. Sostanzialmente il messaggio e l’allarme che sottendono, neanche troppo velatamente, in questo documentario, riguardano l’uso indiscriminato di medicine e la mancanza di volontà di fare vera ricerca per risolvere le malattie in quanto fruttuose di alti incassi. Le famiglie sono abbandonate a se stesse e devono sostenere alti costi per condere ai loro figli una vita “quasi” normale.

Voto:3 stelle

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