Cannes 66 – All Is Lost (2013)

22/05/2013 by Luca
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All Is Lost (2013)

Ci siamo già occupati di J. C. Chandor per Margin Call, il suo debutto dal grande cast e dalla trama intricata sull’inizio della crisi finanziaria in America che consigliamo di recuperare. Con All is lost (Tutto è perduto) cambia completamente registro, essendo un one-man-show, mantenendo però la prerogativa del cast d’eccezione.

Il film si apre con una barca rovesciata ed un messaggio del protagonista che non lascia ben sperare per il proprio futuro e, a parte qualche imprecazione, queste saranno le uniche parole dette in tutta la durata. Robert Redford è un navigatore in solitaria nell’Oceano Indiano che una mattina viene delicatamente svegliato dall’urto della sua barca a vela con un container alla deriva, che lacera parte della chiglia. Senza perdere il controllo, l’uomo nel giro di poche ore riesce a riparare la falla ed a riprendere la rotta, ma con la radio e computer irreparabilmente danneggiati. I guai non sono finiti perché il marinaio incontra sul suo cammino una grossa tempesta e, pur essendo altamente esperto ed equipaggiato, si ritrova ad non avere altra alternativa se non quella di abbandonare la barca, rifugiandosi su una zattera gonfiabile ed abbandonandosi alla corrente nella speranza di notare, ed essere notato, da qualche nave di passaggio.

66°  Festival di Cannes

Un film difficile pur nella sua semplicità perché regista ed attore hanno il compito di tenere vivo l’interesse del pubblico con pochissimi elementi. Pur essendoci lo spoiler dell’inizio del film, Chandor riesce benissimo nel creare la giusta tensione, e lo fa raramente allontanandosi con la macchina da presa dal viso del protagonista; anzi quasi ogni scena è un omaggio ad un grande attore di Hollywood, nel ruolo più strano, e forse più difficile della propria carriera. Redford ha a disposizione solo la propria presenza scenica per trasmettere le emozioni, e lo fa splendidamente; un ruolo che esalta la carriera di questo 74enne (e gli anni si vedono tutti nel film) e che non sarebbe inaspettato fosse fonte di qualche premio. Il paragone con Vita di Pi viene immediato, anche se qui si è carenti di tigri e poesia, ma si abbonda di praticità e sfortuna. Non ci sono riflessioni esistenziali o voli di fantasia qui, solo la disperata lotta per la sopravvivenza di un uomo di cui non ci viene rivelato niente del proprio passato, e che reagisce ad ogni evento con stoicismo. J.C. Chandor si conferma essere un regista con le porte spalancate per un grande futuro, ma qui il film lo porta a casa Redford.

Presentato fuori concorso a Cannes 2013, il film non ha ancora una data di uscita in Italia.

Voto: 3.5 stelle

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