L’altra verità (2010)

08/06/2011 by Luca
2010, Belgio, Drammatico, Film Europei, Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna divider image
L'altra verità (2010)

Il ritorno di Ken Loach al cinema è con il teso e violento Route Irish, un avvertimento circa la privatizzazione della guerra moderna.

Fergus (Mark Womack), ex membro del SAS (Special Air Service) e ora in forza ad un’azienda privata di contractors (mercenari), torna a Liverpool dall’Iraq per partecipare al funerale del suo amico Frankie (John Bishop), che è stato ucciso sulla Route Irish, la pericolosa strada tra l’aeroporto di Baghdad e la Green Zone. Fergus non accetta la versione ufficiale della sua morte, e scopre che un telefono cellulare contiene la registrazione video di una sparatoria, chiave per arrivare alla verità della morte di Frankie.

Mark Womack è il cuore del film, ed è un ritratto sorprendente di un uomo profondamente traumatizzato, consumato dal dolore e dalla rabbia per l’esperienza in Iraq e la perdita del suo migliore amico. Fergus convoglia il suo dolore in una volontà ferrea di andare a fondo a ciò che è realmente accaduto a Frankie, e per farlo deve mettere se stesso e gli altri in pericolo, interrogando colleghi in Iraq via Skype e affrontando i funzionari della ditta di sicurezza privata per cui lavora. La trama è piacevolmente complicata, ma Loach e il suo sceneggiatore di lunga data Paul Laverty riescono a tenere sotto controllo i vari fili.

Come sempre con il lavoro di Ken Loach, la caratterizzazione è fondamentale e vi è un buon cast di supporto che circonda Womack. Bishop è visto solo in pochi flashback, ma esprime efficacemente il fascino del personaggio. Andrea Lowe, nella parte della vedova di Frankie, è sia dura che vulnerabile, una donna in lutto che prova sentimenti contrastanti verso Fergus tra cui rabbia, diffidenza, e desiderio. Talib Rasool, un cantante e musicista curdo nella tradizione di Loach di utilizzare non-attori, ha un ruolo piccolo, ma importante quale un musicista iracheno che assiste Fergus con la traduzione e l’estrazione dei dati dal cellulare. È sospettoso riguardo le motivazioni di Fergus, a malincuore si fida, ma ne pagherà le conseguenze per esserne stato coinvolto, come faranno la maggior parte degli uomini a cui Fergus chiede di assistenza.

Il regista ha chiaramente enorme empatia per i contractor, ma disprezza le aziende che li impiegano. Il lavoro di questi soldati a noleggio è molto ben pagato, e sono visti con diffidenza (se non con disprezzo) da quasi tutti coloro di cui si occupano, e quando ritornano ai loro paesi d’origine soffrono di stress post-traumatico o lesioni fisiche come i soldati ‘normali’, ma non sono percepiti come una sorta di eroi. La società che impiega Fergus e Frankie, è composta da manager aggressivi desiderosi di uscire dall’Iraq e di costruire un business molto più grande a livello internazionale. Questo è il punto a cui Loach e Laverty ci chiedono di prestare attenzione: le imprese di sicurezza privata gestiscono prigioni, polizie e combattimenti, e trasformano le guerre in business privati.

Uscito in Italia il 20 aprile, ha incassato poco meno di 400.000 €, e merita sicuramente una seconda occasione per essere visto.

Voto: 

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