Cannes 66 – As I Lay Dying (2013)

22/05/2013 by Luca
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As I Lay Dying (2013)

Ci si chiedeva da tempo come James Franco potesse mettere in scena un libro come As I Lay Dying di William Faulkner ed ottenere qualcosa di comprensibile per il pubblico; ora l’arcano è svelato il risultato è una riuscita prova artistica più che commerciale con un adattamento più coerente rispetto al decorso onirico del romanzo.

Per chi fosse un po’ a digiuno del libro, si tratta del racconto di una famiglia del Mississippi d’inizio ‘900, e del viaggio che questa deve fare sul carro per seppellire la madre nel cimitero della città più vicina; il tutto raccontato dalle voci (e dai punti di vista) di 15 personaggi, dal bambino alla donna morta, il che ne fa materiale piuttosto difficile da adattare al grande schermo.

Il clan dei Bundren, oltre che dalla defunta Addie (Beth Grant), è composto dal marito sdentato Anse (Tim Blake Nelson), dai figli Darl (James Franco), Cash (Jim Parrack), Jewel (Logan Marshall-Green), dal piccolo Vardaman (Brady Permenter) e dalla figlia Dewey Dell (Ahna O’Reilly). Sono contadini pratici, burberi, poco inclini ai sentimenti (Cash inizia a costruire la bara per la madre quando lei è ancora agonizzante nel letto), ed una volta che la donna è spirata, decidono di esaudire le sue ultime volontà seppellendola a Jefferson, il che significa che l’intera famiglia deve accompagnare la bara sul carro di famiglia per alcuni giorni su strade sterrate e attraverso fiumi in piena. Durante il viaggio viene fuori tutta la grettezza del vedovo che approfitta dei propri figli manipolandoli per i propri fini egoistici, e nessuno arriverà a destinazione nelle condizioni fisiche o mentali con cui era partito.

66°  Festival di Cannes

Un racconto aspro e duro, fatto di disagi, mortificazioni e duro lavoro, dei personaggi come di Franco che per ottenere meglio l’atmosfera del libro usa spesso e volentieri dialoghi diretti alla camera e splitscreen per evidenziare la scena da più punti di vista; tipo di regia che funziona meglio quando c’è dell’azione, mentre in scene statiche appare come un espediente per dar più contrasto ad un’immagine. Le prove degli attori sono tutte molto espressive (anche se onestamente si fa fatica a seguire i discorsi del padre sdentato in originale), forse un po’ meno quella di Franco che si deve concrentare su due fronti.

E’ una storia strana, e sicuramente non ha la stoffa per diventare popolare, ma è di notevole interesse per gli intenditori di adattamenti letterari e sfide cinematografiche. Presentato in anteprima a Cannes 2013 nella sezione Un Certain Regard, il film dovrebbe arrivare in Italia nel 2014, nelle sale o home video non si sa ancora.

Voto: 3 stelle

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