Che fine ha fatto Baby Jane? (1962)

13/11/2011 by Maurizio
1960 - 1969, Drammatico, Film Americani, Horror, Stati Uniti, Thriller divider image
Che fine ha fatto baby Jane? (1962)

Anni dieci. Jane Hudson è Baby Jane, bimba bellissima, dai biondi capelli e dai grandi occhi azzurri, un piccolo talento che calca la scena in numerosi teatri degli Stati Uniti, accompagnata dal padre, il quale si occupa, non solo della produzione dello spettacolo, ma anche del merchandising (bambole figuranti la piccola Jane). L’eccessiva fama provoca in lei un atteggiamento da diva viziata e capricciosa. All’ombra del suo successo, c’è la sorella Blanche che subisce la sua prepotenza e la sua l’arroganza.

Anni trenta. La situazione si capovolge quando le sorelle crescono. Il successo di Jane va scemando, mentre quello di Blanche sboccia a tal punto che diventa una delle attrici più richieste del cinema. Ma, un incidente automobilistico, dai contorni oscuri, porta Blanche sulla sedia a rotelle.

Trascorrono anni e lo scenario precipita: Blanche dipende totalmente da Jane, alcolizzata e squilibrata, dalla gelosia sfrenata. Infatti, non manca occasione per maltrattare la sorella invalida. Aumenta lo stato di delirio di Jane quando vuole rimettere in piedi lo spettacolo che la portò alla celebrità. Nel frattempo Blanche cerca, invano, di esortare la sorella alla vendita della casa e a farsi curare in una clinica. La situazione declina quando Jane uccide la domestica perché scopre Blanche deperita e legata al letto. Un momento di lucidità balena nella mente di Jane, consapevole del grave gesto commesso, prende di peso la sorella e con lei si dirigono verso il mare.

Jane è totalmente regredita mentalmente e Blanche, ormai sul punto di morte, confessa una verità tragica e amara: non era stata Jane ad investire Blanche, come si è sempre creduto, ma al contrario. Blanche voleva investire Jane, la quale si spostò in tempo. L’urto contro un cancello le causò la rottura della spina dorsale. Jane, spaventata scappò via e nel frattempo la sorella si trascinò davanti il cofano. Ciò che videro tutti era chiaro: Blanche era stata investita da Jane la quale fuggì per ciò che aveva commesso. Durante il corso della loro esistenza, Blanche fomentò un senso di colpa inesistente in Jane che, annebbiata dall’alcool, aveva rimosso le reali dinamiche dell’incidente. Anziché infuriarsi, Jane ingenuamente dice alla sorella: Allora, in tutti questi anni, avremmo potuto essere amiche.

La pellicola, girata in bianco e nero, può rientrare nel genere noir, ma anche nello psyco-horror. Insomma è granguignolesco. La colonna sonora suscita inquietudine e tensione e per questo motivo, nonostante le due ore del film, il pubblico non si annoia. I dialoghi sono ben costruiti e recitati in modo teatrale, aiutati anche dalla scenografia, quasi tutta interna (ci sono poche scene fuori dalla casa). Ruth Elizabeth Davis (Jane) offusca, ma non completamente Joan Crawford (Blanche). Ha una maschera al posto del viso, è magistrale soprattutto nelle risate isteriche e nel subitaneo cambio di sguardo tragico e folle allo stesso tempo. È evidente la bravura della Crawford, dalla tragica angoscia negli occhi al nervosismo inquieto del corpo. Vedere questo film è come assistere, in teatro, ad un melodramma funesto, dai risvolti inattesi.

Voto: 

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