Benvenuto Presidente! (2013)

25/03/2013 by Renato Volpone
2013, Commedia, Film Europei, In uscita in Italia, Italia, Recensioni divider image
Benvenuto Presidente! (2013)

Dopo Antonio Albanese ecco un altro regista, Riccardo Milani, che con Benvenuto Presidente!  ci racconta ridendo la male politica e il malcostume nel nostro Paese. Una lezione di educazione civica, uno schiaffo sonoro a politici e cittadini che incassano e glissando dicono: “senza infamia e senza lode”, forse senza caprine il vero messaggio. Con grande stile vengono mostrate le facce sporche della politica italiana e i difetti del popolo che pensa solo a mangiare e resta a guardare dopo che “vent’anni di politica televisiva gli hanno tarato il cervello”.

Viene mostrata la distanza abissale che si è venuta a creare tra il popolo e le istituzioni, tra i poveri che vivono il disagio e i potenti cui non si può mai voltare le spalle. viene messo in evidenza come il “protocollo” trasforma in semi-dei esseri mortali ripiombando lo Stato laico e moderni nel più lontano assolutismo monarchico. Si parla di poteri forti, ed è favolosa l’idea di farli interpretare a grandi “registi”, si parla di giornalisti “che non capiscono nulla”, si parla di poteri “deviati” e di come non sono lontani gli anni settanta, spiegando come ogni italiano abbia almeno quattro scheletri nell’armadio, si parla di politica corrotta, ma anche della gente comune, di quella che punta il dito mentre evade le tasse o si fa raccomandare per una visita dal primario, di quella che dovrebbe “dimettere la furbizia” evitando di dire che i disonesti sono sempre gli altri.

È tutto questo c’è lo racconta un Presidente della Repubblica eletto a caso e che “per caso” si chiama Giuseppe Garibaldi. Ce lo racconta e ci insegna che si può essere onesti e che “abbandonando il mito dello Stato e il dogma del protocollo” si può imparare a far convivere “fantasia, rigore, istituzioni e umanità”. Una lezione per chi ha voglia di capire e di cambiare. Un cast d’eccezione, riprese accattivanti, ma tutto ad un livello popolare perché popolare vuole essere il messaggio. il ritmo c’è, si ride, ma è un riso amaro, smorzato dallo schiaffo che fa male alla coscienza di chi ha ancora lucidità per capire. Cinque stelle per il coraggio dimostrato, per la grande simpatia e per la possibilità che qualcuno  onesto veramente  ci sia ancora.

Voto: 4 stellestella

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