Birdman (2014)

23/02/2015 by Renato Volpone
2014, Canada, Commedia, Drammatico, Film Americani, Film Europei, In uscita in Italia, Oscar, Premi, Recensioni, Stati Uniti divider image
Birdman (2014)

Un viaggio tra sogno e realtà nella mente umana. La mente è quella di Riggan Thompson un attore che ha avuto successo come supereroe nelle vesti di “Birdman”, ma che si trova inesorabilmente sul viale del tramonto. La riscossa viene con una pièce teatrale da presentare a Broadway che può rappresentare un ritorno al successo oppure l’ultimo atto di un declino inarrestabile. Riggan convive nella propria coscienza con “Birdman” che gli parla e gli fornisce immaginari superpoteri.

Il regista e sceneggiatore Alejandro González Iñárritu gioca sul dubbio nello spettatore che sia o non sia, come la voluttà della realtà scenica. Siamo lontani dall’intensità emotiva di Biutiful, e Iñárritu cerca nuove strade per raccontare quello che più gli sta a cuore. La scena è un grande teatro di Broadway, l’umanità è quella degli attori. Le altre persone che ruotano attorno a loro sono insignificanti. Personaggi che vivono al limine tra realtà e fantasia, proprio come il protagonista. Figure che non riescono mai veramente ad uscire dallo specchio dell’inconscio in cui si sono immerse. Come i personaggi di Raymond Carver, il grande narratore americano, da cui è tratta l’opera che stanno mettendo in scena: “What We Talk About When We Talk About Love, (Di cosa parliamo quando parliamo d’amore). Incerti perfino della propria natura tendono alla fragilità e all’attacco in un gioco al massacro dove tutti ne escono sconfitti. Sopra di loro il giudizio del critico che confeziona le proprie recensioni sul preconcetto senza neanche vedere lo spettacolo per stanchezza, assuefazione o comodo. Spesso soggetto al favoreggiamento di una prostituzione seduttiva, ma che arriva a rivedere la propria opinione solo a causa dell’imprevedibile virtù dell’ignoranza.

Il film è ben confezionato con un’ottima recitazione. La fotografia è splendida con meravigliose riprese che passano dal senso oppressivo, soffocante e claustrofobico degli interni all’apertura sull’esterno che trova l’esaltazione tra il calare della notte e il nascere del giorno. Meno entusiasmante il volare del protagonista, invece, che richiama la levitazione di The Tree of life, ma che fa perdere consistenza al film rendendo volatile l’aderenza psicologica tenuta fino a quel momento. Vizi e virtù in un mondo che cambia e che gioca tutto sulla serendipity, sempre troppo spesso rappresentata da immagini catturate in un tweet, come già s’era visto nella commedia Chef, la ricetta perfetta.

Il film però si ferma in un ultimo volo lasciando appese le storie di tutti i personaggi, strumenti umani nelle mani di un destino che inesorabilmente si ripete dietro le quinte dove lo spettatore-passante non può percepire il rumore dei sentimenti fuori scena. (Visto in lingua originale).

Voto:4 stelle

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