Biutiful (2010)

17/05/2011 by Maurizio
2010, Alejandro González Iñárritu, Drammatico, Festival di Cannes, Film Americani, Film Europei, Goya, Javier Bardem, Messico, Spagna divider image
Biutiful (2010)

Tanto atteso dai cinefili, quanto ignorato dalla grande distribuzione e dal pubblico (appena 320.000€ d’incasso complessivo), arriva  l’ultimo lavoro di Iñárritu, Biutiful.

In una cupa e malinconica Barcellona vive Uxbal (Javier Bardem),  malato di cancro che in soli 2 mesi deve mettere a posto tutto, a cominciare dal futuro dei suoi bambini, Ana e Mateo, che ama più della sua stessa vita. Il ruolo  principale di Uxbal consiste nel negoziare il lavoro degli immigrati clandestini, facendo da intermediario tra i produttori cinesi di oggetti contraffatti e i venditori ambulanti africani, distribuendo mazzette ai poliziotti di quartiere e ai proprietari della fabbrica. Come se questo non fosse abbastanza stressante, deve anche far fronte ad una ex moglie mentalmente instabile (Maricel Álvarez) a cui non può affidare i bambini dopo la sua morte.

Ogni giorno si trova di fronte a scelte che lo provano duramente, cercando di essere stoico, duro e compassionevole, un buon padre, un astuto imbroglione e un amante paziente in situazioni che rendono ognuno di questi ruoli quasi impossibile da sostenere.

Dopo la trilogia del “caso”, torna in grande forma il regista messicano Alejandro González Iñárritu. In collaborazione con il direttore della fotografia Rodrigo Prieto, un suo frequente collaboratore, ma senza Guillermo Arriaga, lo sceneggiatore di Babel, 21 Grammi e Amores Perros, dimostra i punti di forza e di debolezza familiare. A differenza dei suoi precedenti film, questo, che ha scritto con Armando Bo e Nicolas Giacobone, racconta una singola storia, relativamente lineare, senza frenetici spostamenti trasversali e cronologici.

Biutiful è l’emblema di una società malata che traspare nel personaggio di Uxbal, un uomo in fin di vita che in qualche modo deve continuare a vivere per risolvere gli impicci rimasti. La malattia arriva all’improvviso, la morte arriverà a breve ed è una corsa contro il tempo. Uxbal aveva 9 anni quando suo padre moriva lasciandolo solo e lo terrorizza che la cosa si possa ripetere facendolo dimenticare dai suoi figli ancora troppo giovani. Iñárritu ci regala ancora un’altra perla del suo talento. Grazie alle sue immagini abbiamo conosciuto un’altra Barcellona sudicia e affollata, dalle luci caotiche che trasmettono un velo di tristezza.

Onestamente credo sia un film che deve essere  rivisto due volte, come tutti i lavori di Iñárritu, per comprendere totalmente le sensazioni dei protagonisti e per notare la bellissima regia; particolari questi che possono sfuggire per la grande interprezione di Bardem, autentico ladro di emozioni. Non il miglior lavoro del regista, ma ovviamente più che consigliato.

  • Festival di Cannes 2010: miglior attore maschile Javier Bardem
  • Premi Goya 2011: miglior attore protagonista Javier Bardem

Voto: 

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