Cannes 65 – Laurence anyways (2012)

19/05/2012 by Luca
2012, Canada, Cannes Film Festival, Drammatico, Film Americani, Film Europei, Francia, Recensioni, Romantico, Speciale festival di... divider image

Per Laurence (Melvil Poupaud) diventare una donna è questione di vita o di morte: come afferma lui stesso è come se avesse tenuto il respiro sott’acqua per 30 anni, ed ora non ne può più. Nonostante la notizia non sia delle più comuni e che lascia sconvolti le persone che lo conoscono, Laurence riceve inaspettatamente supporto da tutti, a partire dalla sua ragazza, Fred (Suzanne Clement), che non si perde d’animo e decide di stare accanto alla persona che ama, e dalla madre Julienne (Nathalie Baye), che si rifiuta di sorprendersi.

La transizione di Laurence inizia con il truccarsi e vestirsi da donna, e fa il suo debutto presentandosi travestito nella scuola dove insegna letteratura: anche qui, dopo qualche attimo di sconcerto gli alunni, come gli insegnanti, si sforzano di non battere ciglio per non apparire troppo conformisti.

Laurence Anyways inizia nel 1989 a Montreal e percorre un decennio della vita ‘da donna’ di Laurence e della relazione tra lui e Fred. Per quanto il tema principale sia la transessualità, Xavier Dolan racconta in fondo quanto una relazione tra due persone si possa evolvere, deteriorare, implodere e rinascere; la decisione di Fred di restare accanto a Laurence è dettata sia dalla paura di perdere l’uomo che pensa essere ‘quello giusto’, sia dal fatto che non vuole rinnegare le proprie convinzioni, cioè che la sua generazione sia pronta per accettare la transessualità. Ma quanto in realtà Fred sa a cosa andrà in contro?

Così per 2 ore e 40 si assiste ad un melodramma epico, in cui Dolan ci mette tutto sè stesso per esprimere le proprie idee. Il film è decisamente troppo lungo, c’è una buona ora di scene gli stessi concetti vengono ripetuti più e più volte: se Dolan non si fosse dilungato così tanto e avesse optato per una versione concentrata, il risultato sarebbe stato migliore; ma non si può pretendere troppo da un regista 23enne, al suo terzo lavoro a Cannes, che nonostante l’irruenza è sicuramente capace, pieno di sicurezza nei propri mezzi e ambizioso.

In ultimo va citata la colonna sonora, parte importante nel film, sempre presente (forse troppo) che mischia musica classica, hit degli anni ’90 e canzoni canadesi (almeno credo).

Il film non ha ancora una data d’uscita in Italia.

Cannes 2012: Un Certain Regard – miglior interpretazione femminile (Suzanne Clement)

Voto:

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