Cannes 66 – Ain’t Them Bodies Saints (2013)

19/05/2013 by Luca
2013, Cannes Film Festival, Drammatico, Film Americani, Recensioni, Speciale festival di..., Stati Uniti divider image
Ain't Them Bodies Saints (2013)

Bob (Casey Affleck) e Ruth (Rooney Mara) sono una coppia che vive ai margini della società nel Texas degli anni ’70: lei è incinta e scontenta, ma accetta la promessa di lui di un futuro migliore e di un’imminente fortuna; le aspirazioni economiche di lui si basano però su una rapina, che finisce male: per Bob c’è il carcere, mentre Ruth viene lasciata libera, alle prese con la gravidanza ed è una vita di rimettere in sesto. Questo è il prologo di Ain’t Them Bodies Saints, una storia apparentemente già vista che però qui viene rivitalizzata, affrontandola apertamente ed onestamente da un’angolazione insolita.

Quattro anni dopo Ruth si è rifatta una vita con la figlia Sylvie aiutata dal vicino di casa che le fa da padre, Skerritt (Keith Carradine), mentre Bob dietro le sbarre non ha fatto altro che pensare a lei ed al giorno in cui l’abbraccerà; ed ad un certo punto i pensieri non bastano più perché Bob evade, iniziando il lungo percorso verso una Ruth in conflitto tra la promessa di una vita insieme al marito ed il miglior futuro per la figlia. Tra i due s’inserisce Patrick (Ben Foster), il vice sceriffo che segretamente spera di essere oggetto delle attenzioni di Ruth nel caso succedesse qualcosa a Bob.

66°  Festival di Cannes

Dopo aver interpretato un bad guy del Texas in Killer inside me, Casey Affleck questa volta ci offre una variante più leggera, ma con un peso specifico maggiore. Ogni ruolo è recitato con precisione, diretto con mano misurata e Lowery non cade mai nella tentazione di enfatizzare troppo una scena. Affleck, Mara e Foster forniscono una forte interpretazione, dando peso e significato ad ogni sguardo di questa saga criminale del Texas, da un certo punto di vista poetica ed ingenuamente romantica: lo scrittore-regista semplifica e riduce la natura di Bob a quella di un sognatore che immagina una terra di fantasia dove lui e la sua famiglia possano vivere senza tenere in conto della vita reale e delle conseguenze; e anche se la storia del cinema è piena di questi personaggi dannati che vivono di queste vane speranze, in questo caso si accetta volentieri questa mentalità da “da qualche parte c’è posto anche per noi”. Da citare la splendida fotografia di Bradford Young (premiata all’ultimo Sundance).

Presentato a Cannes 2013 nella sezione Semaine de la Critique, Ain’t Them Bodies Saints mette in evidenza il regista David Lowery come un nuovo alfiere delle scuole di Malick ed Altman. Non sarà il film che segnerà il successo internazionale del regista, ma servirà sicuramente a farlo conoscere nel mondo dei festival e delle piccole distribuzioni.

Voto: 3.5 stelle

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