Casinò: da Scorsese a Marsiglia

20/09/2012 by Pietro de Luca
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Casinò: da Scorsese a Marsiglia

Raggiungere ricchezza e potere per affermare se stessi sugli altri. Questo il mondo di Sam Rothstein detto Asso (Robert De Niro), Ginger McKenna (Sharon Stone) e Nichy Santoro (Joe Pesci), i tre protagonisti di Casinò (1995), capolavoro di Martin Scorsese. Un mondo disincantato che racconta, una volta di più, dell’infiltrazione mafiosa nella società americana, tema che il regista aveva affrontato in Mean streets (1973) e in Quei bravi ragazzi (1990).

Una storia di corruzione, ambientata in una Las Vegas coloratissima e kitsch, che restituisce un’immagine più che negativa del gioco d’azzardo. Mito entrati ormai nell’immaginario comune legato a questo ambiente e che si è trovato probabilmente alla base delle perplessità dell`opinione pubblica in merito all’apertura di nuovi casinò in Italia o in altri paesi, soprattutto europei.

Anche in Francia, patria di esempi virtuosi come Deauville, dove attraverso un rigido controllo è stato possibile contenere le infiltrazioni della criminalità organizzata, i marsigliesi non hanno preso di buon grado la notizia che Marsiglia diventerà la nuova Montecarlo. Un progetto complessivo tuttavia davvero interessante, che cambierà il volto dell’isoletta prima sede della Compagnia Marittima Transatlantica.

D’altronde non è facile svincolarsi da stereotipi a lungo protratti nel tempo, che trovano spesso riscontro in pellicole cult come il film di Scorsese. Come dimenticare le vicende di Sam, chiamato a Las Vegas per dirigere il Tangiers, nuovo casinò della famiglia mafiosa dei Gaggi. Qui la sua strada si interseca con quella dell’arrivista Ginger, che lo sposa per approfittare della sua ricchezza, e con quella di Nichy, amico di infanzia inviato in città per aiutarlo nella direzione del locale.

Una situazione di partenza nettamente positiva, soprattutto perché i personaggi hanno a loro disposizione grandi finanze, ma che verrà completamente ribaltata dall’avidità e dalla brama di potere dei tre, che li condurrà inevitabilmente al fallimento personale e alla dissipazione di tutto il patrimonio dei Gaggi.

Siamo sicuri però che i finanziamenti stanziati per il progetto francese (ben 50 milioni di euro) non facciano la stessa fine, dal momento che la strategia di riqualificazione del territorio marsigliese sembra al contrario molto promettente. E chissà che, su questa scia, il bel paese non rivalutati la recente proposta di riaprire il casinò di San Pellegrino Terme nel bergamasco, per favorire un maggiore flusso turistico, e creare un`alternativa al futuro impero marsigliese.




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