Caterpillar (2010)

24/05/2012 by Maurizio
2010, Drammatico, Festival di Berlino, Film Asiatici, Giappone, Recensioni divider image
Caterpillar (2010)

Durante la seconda guerra sino-giapponese, il tenente  Tadashi Kurokawa è in prima linea sul fronte di occupazione cinese, compiendo atti atroci nei confronti delle donne, quest’ultime vittime indifese durante i saccheggiamenti dell’esercito nipponico nelle loro abitazioni. Catturato e crudelmente torturato, il tenente Kurokawa torna in Giappone privo dei suoi arti, sordo ed incapace di parlare. Diventato un tronco umano, l’uomo trova l’onore in patria grazie all’imperatore che lo dichiara “Dio della guerra” con tanto di medaglie d’oro al valore. L’ex soldato diventa per tutti un simbolo eroico, rispettato e venerato da tutti i cittadini, ma alla fine dei fatti chi deve sacrificarsi ogni giorno è la povera moglie Shigeko,  costretta ad accettare quella orrenda situazione in nome della Patria e dell’Imperatore, come ogni donna deve fare in questi casi. Dopo un approccio sconcertante, la moglie  si prende cura del marito che non perde l’occasione di esprimere a suo modo i propri desideri sessuali, costringendola ad esaudire le sue pressanti richieste. Lentamente tra i due affiorano i ricordi del passato, troppo  imponenti per essere cancellati dalla memoria di entrambi: gli stupri commessi da lui, la violenza subita da lei, quando ancora erano una coppia normale prima di una guerra pazzesca che li ha segnati definitivamente, sia interiormente che fisicamente.

Caterpillar (in inglese signifa bruco) diventa oggetto di censura all’epoca della sua uscita in Patria, ironizzando sul grande nazionalismo che è presente in tutta la nazione nipponica. Tratto da un racconto breve di  Edogawa Ranpo, il film narra la vicenda della guerra con grande delicatezza, rispettando i  suoi princìpi ma  prendendo sin da subito le distanze dall’idea di patriottismo che è presente in maniera abnorme in tutto il Giappone. Il regista Kôji Wakamatsu lo sa bene e attraverso una storia drammatica e per certi versi al limite dell’esasperazione, pone il suo interrogativo sul senso del combattimento militare, attraverso flashback che lentamente incidono sulla coscienza dei protagonisti, entrambi al limite della sopportazione.

Grande prova per Shinobu Terajima, la disperata moglie del tenente che, con grande personalità ha mantenuta viva la storia che poteva cadere facilmente nella retorica: Orso d’argento per lei come  migliore attrice al Festival di Berlino 2010.

Ancora sconosciuta una data di uscita in Italia, sottotitoli in italiano. Buona visione!

Voto:

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