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Nella principale stazione di Rio de Janeiro, Dora è un’ex insegnante che svolge un lavoro con il sapore della truffa: scrive lettere per conto di persone analfabete che ogni giorno passano da lei, buste che quasi mai spedisce.
Un giorno arrivano Ana e suo figlio Josuè di nove anni. Dopo essere passati da Dora per la scrittura di una lettera, Ana viene investita da un autobus e muore. L’ex insegnante decide di prendere il piccolo Josuè vendendolo alla malavita per il mercato nero degli organi umani. Presa dai sensi di colpa, Dora riesce a riprendere il bambino e trova il modo di aiutarlo a ritrovare suo padre in un posto lontano del Brasile. Inizia un lungo viaggio verso la casa paterna, ostacolato (come sempre) da imprevisti che rallenteranno il loro percorso.
Central do Brasil, del regista Walter Salles, ha ottenuto ben 27 premi in tutto il mondo. Un film dalla storia dolcissima, grazie alla sceneggiatura dello stesso Salles che fa decollare il film sin dalle prime immagini. Il rapporto tra Dora (Fernanda Montenegro) e il bambino Josuè è il fulcro del film; grazie ai loro comportamenti e i modi così diversi di vedere la vita, la storia s’incentra su un’attenta riflessione sulla tematica sociale.
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Un film molto toccante, lo ricordo ancora volentieri quando vedo i film brasiilani
conosco questo film, bravi ad averlo pubblicato


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Sandro