Clerks – Commessi (1994)

31/10/2013 by Michela D'Onofrio
1990 - 1999, Commedia, Film Americani, Recensioni, Stati Uniti divider image
Clerks - Commessi (1994)

Col telefono che squilla insistentemente Dante, ancora dormiente, si decide ad alzare la cornetta facendo capolino dall’armadio a muro.

È con questa immagine che il tessuto narrativo di Clerks si dispiega lungo l’intero arco di una giornata lavorativa di due giovani commessi. Dante e Randal hanno poco più di vent’anni e lavorano rispettivamente in un emporio alimentare e in una videoteca di periferia. Tra le vicissitudini quotidiane, con le quali i due devono misurarsi, si insidiano le questioni tipiche di due ragazzi che stanno affrontando un momento di passaggio nella loro vita, a cavallo tra l’adolescenza e l’età adulta. Lo stesso regista, Kevin Smith, realizza questo film all’età di 24 anni e riesce a mettere in scena quelli che sono i turbamenti tipici di chi deve scegliere tra l’inserimento nel mercato del lavoro e l’università, di chi deve assumersi delle responsabilità in merito a obblighi e doveri determinati dall’assunzione di un dato ruolo, di chi preferisce sottomettersi al capo o mettere in atto forme di ribellione di fronte all’autorità; e ancora, quali i pro e i contro nell’accettare un incarico che sia gratificante dal punto di vista personale o/e che rispecchi la propria posizione politica.

La metafora per raccontarci tutto ciò è il classico triangolo amoroso che vede Dante circondato da due fuochi: Veronica, l’attuale fidanzata fedele e con la testa sulle spalle che desidera far tornare Dante sui banchi universitari, e la bellissima Caitlin, l’ex fidanzata del liceo, immagine di una storia turbolenta e instabile, scandita da ripetuti tradimenti. Come la Eveline di Joyce, Dante è paralizzato nella situazione in cui si trova e non ha la forza di cambiare lo stato attuale delle cose. Il disordine mentale si scioglie soltanto a pochi minuti dalla fine del film quando due spacciatori, Jay e Silent Bob (interpretato dal regista stesso), entrano nell’emporio di Dante e dispensano quello che è il loro punto di vista “Mia nonna diceva sempre: a che serve un piatto se non c’è un bel cazzo dentro?”. Come nelle tragedie shakespeariane, i due spacciatori sono raffigurati come i “folli”, quei personaggi in cui sono connaturate le paure e le incertezze della società, ma che nel loro delirio riescono a carpire il senso della realtà e a far riflettere gli esseri umani.

Attraverso uno stile d’impatto, con una sceneggiatura tagliente e ironica e con dei contenuti sapientemente organizzati, questa pellicola realizzata con un budget di nemmeno 28000 dollari è stata premiata alla Semaine de la Critique di Cannes del 1994.

Voto: 3 stelle

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