Come il vento (2013)

03/12/2013 by Renato Volpone
2013, Biografia, Crimine, Drammatico, Film Europei, Francia, In uscita in Italia, Italia, Recensioni, Romantico divider image
Come il vento (2013)

Per me il carcere deve essere un carcere e i detenuti devono saper fare il loro mestiere. Io non faccio il direttore del Jolly Hotel. Parole dure quelle di Armida Miserere, ma Il carcere non è un luogo di pena solo per chi viene condannato, ma anche per chi ci lavora.

Come il vento è un film che apre una finestra su un mondo che per le persone comuni è oscuro, lontano, dimenticato. Armida è la Direttrice del carcere, donna dura e severa, ma viene punita severamente dalla vita e dalle regole oscure della malavita con l’uccisione nel 1990 del compagno Umberto. Comincia così una missione di sopravvivenza, si farà assegnare alle carceri più difficili, porterà severità, ma anche giustizia, quella giustizia che è fatta da uomini soli, lontano dagli agi della vita. Uomini e donne che devono sacrificare ogni sogno per un ideale di giustizia e democrazia. Solo un manipolo di amici, relazioni istituzionali e, nel caso di Armida, la natura e i cani. Per il resto il mondo non cambia che si stia sulle montagne o nell’isola di Pianosa o ancora chiusi all’Ucciardone. Le ultime parole di Armida sono durissime: “Auguro vite distrutte così come con tanta leggerezza è stato distrutto quel che resta della mia. Non mi perdono di aver creduto in un sogno non posso perdonare chi quel sogno lo ha distrutto.” Tanto abbandono allo Stato e lo Stato ti abbandona.

Un film testimonianza storica e sociale assolutamente da vedere. Qualche perplessità sulla parte assegnata alla Golino, troppo dolce, ma il regista riesce a giocare sui timbri dei sentimenti, a dividere l’amore dolce e l’amor profano, così il personaggio cresce con il racconto e finisce in un soffio come la vita di Armida nel vento.

Voto:4 stelle

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