Cannes 2012 – Cosmopolis (2012)

29/05/2012 by Grazia Gala
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Cosmopolis (2012)

Presentato al Festival di Cannes 2012,  uscito nelle sale Italianeil 25 Maggio, il nuovo film di Cronenberg, un film che tra potere, soldi e violenza, racconta la società di oggi fondata sull’apparenza e devoto ad un unico, nuovo dio: il denaro.

Complesso, intenso e affascinante:  “Cosmopolis”, un film visionario per molti aspetti ma realistico, purtroppo, nella sostanza.

La storia è quella di un giovane manager multimiliardario, Eric Packer (Robert Pattinson), che attraversa New York nella sua limousine, deciso ad andare nel suo vecchio quartiere per farsi tagliare i capelli. Nella sua auto superaccessoriata e computerizzata in costante contatto coi mercati azionari, l’uomo fa riunioni di affari, si sottopone ad approfondite visite mediche, costantemente protetto da guardie del corpo che sanno che uno stalker potrebbe ucciderlo.

Un film pieno di simboli e di significati nascosti dietro apparenti oggetti materiali: la limousine in primis diventa il simbolo non solo del capitalismo, un’auto che rappresenta nella sua smisurata dimensione e multiaccessorialità, l’era capitalistica e tecnologica, ma anche simbolo della condizione claustrofobica nella quale vive il protagonista.

Eric è un giovane manager, ricco, votato al dio denaro e che ad un certo punto vorrebbe uscire dalla sua vita tornando nel suo quartiere d’origine; un personaggio in continua oscillazione tra l’avidità  di sesso e denaro e la voglia di riscattarsi da quella vita e uscire dal capitalismo malato.

Robert Pattinson ce la sta mettendo davvero tutta per uscire dai panni del vampiro della saga Twilight: prima indossando i panni, d’epoca, dello scalatore sociale nel recente film tratto dall’opera di Maupassant, Bel ami, e ora indossando quelli post-moderni del manager in carriera e tormentato che sembrano convincere la critica.

Il tono e l’atmosfera di tutto il film sono cupe e caotiche, ma un caotico voluto dal regista soprattutto nelle scene in cui il protagonista si trova nel mezzo di cortei di protesta e manifestazioni newyorkesi, in netta antitesi con la staticità delle scene nella limousine, fatta eccezione per le scene di violenza e sesso. Anche queste due tematiche sono raccontate con occhio Cronenberghiano: il sesso visto in maniera contorta, quasi come frutto di unìattività intellettuale; la violenza all’inizio latente, poi sempre più esplicita e autodistruttiva.

Cosmopolis è un prodotto cinematografico non fine a se stesso, un film che, nel bene o nel male, comunica in un modo del tutto personale e autoriale, un messaggio forte e chiaro: la società di oggi ci sta distruggendo e ci ha resi schiavi del denaro e delle cose materiali. Non solo schiavi del denaro. Il capitalismo ci ha resi fragili e impauriti, proprio come il protagonista Eric che è in bilico tra due minacce: quella di perdere tutto per un calcolo finanziario sbagliato e quella di morte per mano di uno stalker. Dimenticata la “polis”, dal greco città, nel senso più alto e aulico del termine con il quale i Greci si riferivano alle loro città stato, rimane il cosmos, o meglio Kosmos, in origine “armonia”, “ordine”, ma poi diventato “mondo” e in questo caso l’ordine del mondo è totalmente capovolto e stravolto.

Difficile da comprendere fino in fondo come molte opere di Cronenberg, lo spettatore subisce l’ansia e l’agitazione del protagonista e in parte si riconosce in questo perché sa di vivere in un mondo che talvolta ti fa venire voglio di dire: “Fermatelo che voglio scendere”.

Voto:

IMDb Mymovies ♦ Opensubtitles




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