Venezia 72 – Desde allá (2015)

25/11/2015 by Roberto Matteucci
2015, Drammatico, Film Americani, Gli esordi alla regia, Messico, Mostra del cinema di Venezia, Recensioni, Romantico, Speciale festival di..., Venezuela divider image
Desde allá (2015)

“Vecchia checca.”

Il Venezuela, durante la presidenza di Hugo Chávez, ha ridotto la povertà notevolmente: dal 50% del 1999 al 27% nel 2011.[1]  Chávez ha ottenuto altri importanti risultati: l’incremento della scolarizzazione, una sostanziale riduzione della mortalità infantile, un miglioramento negli investimenti della sanità. Effetti notevoli, ma non stabili. Il motivo è semplice. Chávez utilizzò i proventi della vendita del petrolio per ottenerli. Tanti soldi, il Venezuela è il quinto produttore al mondo di petrolio, il 95% del valore delle esportazioni.[2] Ha utilizzato questa ricchezza come gli ottanta euro di Renzi, svuotando le casse e non investendola per lo sviluppo. Il risultato è stato ideale in un primo momento, per poi diventare disastroso. L’industria del petrolio ha aumentato considerevolmente i dipendenti ma la produzione si è dimezzata per mancanza d’investimenti. Continuando a spendere senza criterio, le riserve valutarie sono svanite, il paese non riesce più a finanziarsi salvo concedendo in garanzia le riserve di petrolio. I dollari sono spariti, i tentativi di sostenere il cambio inutili e goffi, al mercato nero il cambio del dollaro è raddoppiato. Il calo del prezzo del petrolio ha fatto il resto: un PIL diminuito del 4% nel 2014, e una fuga della classe media. [3]

La conseguenza più drammatica è un’inflazione senza controllo. Il dato ufficiale, del 68,50%, è il peggiore al mondo, nessun paese, nemmeno quelli in guerra hanno un dato superiore. Ma la realtà è peggiore. Il FMI ritiene più probabile il 160% d’inflazione, tendenziale al 200% nel 2016.[4]

È il paese del regista Lorenzo Vigas, vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2015 con Desde allá – From Afar.

Con queste parole il regista ha ringraziato del premio:

“I want to dedicate this prize to my amazing country, Venezuela. We’ve been having some problems, but we’re very positive. We’re an amazing nation and we’re going to start talking to each other more.” [5]

Infatti, il Venezuela è un luogo amazing stupefacente, sorprendente ma con difficoltà a breve notevoli. I poveri non hanno bisogno di erogazioni liberali ma hanno necessità di lavoro vero. E per avere lavoro c’è bisogno d’investimenti, di organizzazione, di uno stato efficace e non corrotto. Il populismo è la faccia più subdola della corruzione.

Desde allá – From Afar è una produzione Venezuela e Messico. Fra i produttori c’è lo sceneggiatore messicano Guillermo Arriaga. In molti della produzione hanno raccontato le ristrettezze affrontate. Il problema maggiore non è stato trovare i soldi ma un’altra difficoltà maggiore. Con un’inflazione elevata il denaro stanziato dopo una settimana, aveva perso un considerevole valore, era obbligatorio lavorare velocemente: “Assolutamente, a causa dell’inflazione, che oggi è arrivata al 200%, quando in un paese normale è sul 3-4 % è molto difficile lavorare. Basti pensare che quando ricevi dei soldi per fare un film hanno un valore e dopo due mesi non servono più a nulla, sono svalutati e quindi il problema dei finanziamenti è sicuramente qualcosa da mettere in considerazione. Siamo stati supportati dal CENAC, ovvero il centro di cinematografia del Venezuela. I soldi alla fine arrivano ma le riprese non sono immediate e al momento di fare le riprese bisogna cercare nuovamente altri fondi.” [6]

Per il regista Lorenzo Vigas è il primo lungometraggio. Aveva girato un solo cortometraggio Los elefantes nunca olvidan presentato al festival di Cannes nel 2004. Oltre collaborare alla produzione, Guillermo Arriaga è stato il cooscrittore con Lorenzo Vigas. I due attori principali sono Alfredo Casto e Luis Silva. Il cileno Alfredo Castro è l’attore cresciuto con regista Pablo Larraín. Insieme hanno presentato a Venezia nel 2010 Post Mortem.festiva di Venezia 72

Siamo a Caracas, Armando (Alfredo Castro) si aggira vicino a una fermata dell’autobus. Lo sguardo incrocia un ragazzo giovane. Armando è omosessuale, una volta a casa, lo paga per spogliarsi di fronte a lui. Si masturba, non lo tocca e non si fa sfiorare. È un meschino incontro. Armando è della classe media, lavora nelle protesi dentarie e ha un buon guadagno. Vive solo. Ha una sorella alla quale racconta di aver intravvisto il padre. Non sappiamo e non sapremo nulla, ma facilmente il padre li ha abbandonati molto tempo prima. Durante un altro abbordaggio in strada, incontra Elder, giovane, arrogante, ha una ragazza, un finto duro. Il primo incontro è drammatico. Elder lo picchia e lo rapina. Ad Armando il ragazzo gli è entrato in testa. Lo cerca, lo segue, lo aiuta quando è ridotto male per una rissa. Lo porta in casa. Fra loro inizia un dialogo. Elder ha il padre in prigione, non ha studio, non ha lavoro. Armando ha l’ossessione del padre scappato tanto tempo prima e ritornato in città. I rapporti cambiano. Ora è Armando a sfuggire ed Elder a seguirlo e aspettarlo.

 

VENEZUELA

Per l’autore siamo di fronte a una storia universale, valida ovunque, potrebbe essere successa a Vienna.[7] In realtà me la immagino difficile una storia del genere a Vienna, per lo meno avrebbe caratteristiche diverse. Il Venezuela è lo sfondo. I manifesti con il viso di Maduro sono attaccati ai muri. Ma oltre l’atmosfera non concede altro.

Diverso il ruolo della capitale Caracas.

CARACAS

“Sí creo que la ciudad de Caracas es un personaje más en la película, y fue una decisión adecuada ubicarla ahí.” [8]

Caracas è il vero personaggio. Con le sue strade piene di gente, con tanti ragazzi senza speranza che cazzeggiano in attesa di qualcosa. Nel frattempo si dedicano ad alimentare la delinquenza. I rapporti sono tesi. Qualsiasi motivo è buono per scatenare una rissa, per uccidersi per niente.

Secondo il sito di ricerca Numbeo, Caracas è la quinta città più pericolosa al mondo. La prima, considerando che le quattro peggiori sono tutte più piccole. Camminare di notte da soli in sostanza equivale a un suicidio. [9] Nel 2014 ci sono stati 24.980 omicidi. [10]

La situazione della capitale c’è confermata dallo stesso autore: “Inoltre la delinquenza negli ultimi cinque anni è aumentata vertiginosamente: non è sempre stato così, ma oggi dopo le 8 di sera per le strade di Caracas non c’è più nessuno, non è una città sicura e tutti si chiudono in casa. Quando fai delle riprese di un film bisogna prendere mille precauzioni, ma allo stesso tempo è una delle città più interessanti del Sud America al momento per poter fare un film e questa tensione che c’è tra le classi sociali aiuta a raccontare nuove storie”. [11]

Lorenzo Vigas non nasconde la condizione e la utilizza ad accentuare i contorni dei personaggi. Poi la trasforma nel protagonista aggiuntivo. Elder è un ragazzo di strada, è un figlio di Caracas, senza quella città intorno sarebbe diverso. Vicino a Elder c’è una ragazza facile, menefreghista e finti amici: “Dammi trecento carte e ti passo l’informazione.”

Al netto della situazione criminale Caracas ha un fascino importante, unico. Perciò fornisce gli stimoli necessari ai caratteri. La violenza di Elder è incoraggiata dalla città, la rissa nel bar ha un senso.

 

OMOSESSUALITÀ

Quanto è importante l’omosessualità nella storia? Per il regista nulla: It is not film about homosesualtiy  it is a film about emotionality need.” [12]

Avrebbe potuto incontrare una vedova di sessanta anni, e si sarebbe innamorata della donna:

“Creo que no es, en absoluto, una película gay, sino sobre necesidades emocionales, carencias emocionales. Si a Elder, al joven de la calle, lo hubiera cuidado como lo cuida, una señora de 60 años, en lugar de Armando, y le hubiera hecho lo que le hace, Elder se hubiera terminado enamorando de esa señora.” [13]

Elder ha una solitudine di fondo e soprattutto una mancanza affettiva. Non basta una ragazza zoccola o degli amici sciatti; non conosce l’amore. Ha tanta voglia di essere amato e di amare. L’incontro con Armando non lo lascia indifferente perché l’uomo lo corteggia pesantemente. Elder cede. Nonostante lo abbia picchiato, tentato di derubarlo, di fronte al coraggio masochista di Armando, il ragazzo soccombe. Gli salta addosso e lo trascina a letto concedendosi fisicamente.

Se l’omosessualità è un caso perché l’autore ha scelto proprio questo rapporto sentimentale? Soprattutto perché ci presenta un omosessuale atipico e freddo?

 

OMOSESSUALITA’ LATENTE DEI DUE PERSONAGGI

Qualcosa ha segnato la psiche di Armando. Non nasconda la propria sessualità, ma la affronta in maniera incompleta. La reprime fino a scatenare la sua profonda negligenza nel finale. Nonostante sia attratto dai giovani e bei ragazzi, di fronte alla loro condiscendenza non vuole toccarli e viceversa. È un rapporto quasi virtuale, da guardone. Il padre ha segnato il suo destino, la sua fuga l’ha castrato. Il rifiuto ad avere dei rapporti, sia carnali sia sentimentali completi, è un modo di negare a se stesso la propria omosessualità.

“Armando però non si lascia toccare da nessuno, non vuole avere altri contatti con le persone e quando Elder decide di colpirlo per rapinarlo, succede qualcosa nel cervello di Armando. Scatta così la domanda se una relazione tra i due è davvero possibile. Elder sarà lo spartiacque tra vivere ed essere un fantasma per le strade di Caracas”. [14]

Più che la botta in testa sarà l’amplesso totale a scatenare la reazione bastarda del finale. Armando rifiuta di amare. Come il padre ha rifiutato di amarlo. In questo senso l’omosessualità è non accettata.

 

CARATTERI – ARMANDO

Le caratteristiche dell’uomo sono di grande solitudine. Possiede una casa grande ma senza vita. Tutto è ordinato perché Armando è ossessionato, è un uomo incompleto, pignolo.

Si masturba senza passione, un misero rapporto.

È vergine, sia nel corpo, sia nel cuore. Limita la sua personalità:

“Potremmo definirlo come un complesso di verginità. C’è un momento, nell’infanzia, in cui apri il tuo corpo agli altri, ti piace toccare ed essere toccato, scoprire cosa c’è al di là del tuo corpo. Se succede qualcosa, se il flusso di emozioni per qualche motivo viene interrotto, è facile rimanere intrappolati in questo complesso. Forse è quanto è successo ad Armando… Non posso dirlo: lo scoprirete vedendo il film.”

La sua verginità dipende dalla mancanza di affettività. E dalla diffidenza nelle persone. Non ha un amore, non ha amici. Ha una sorella con la quale non condivide neppure come comportarsi con l’apparizione del padre dopo tanto tempo.

 

CARATTERI – ELDER

Il ragazzo s’incunea nel vuoto di Armando da una piccola fessura. In realtà pensa di essere entrato ma sarà costretto a ricredersi. Oramai Armando è senza speranze.

Durante una conversazione in casa, la chiacchierata si sposta nelle relazioni con i rispettivi padri. Armando chiede al ragazzo se lo picchiasse, la risposta è affermativa. Al contrario, Armando afferma di non essere mai stato colpito.

E nell’ipotetica situazione di avere dei figli come si sarebbero comportati?

Elder dice che li avrebbe picchiati perché avrebbero conosciuto la vita.

Armando sostiene che mai lo avrebbe fatto.

Dialogo fondamentale per la conclusione della storia.

Perché di fronte al genuino carattere del giovane, ostruito dalla mancanza di affetto e dalla condizione della vita in strada, Armando è un uomo consumato, finito, distrutto, falso, menzognero.

Elder nella sua semplicità addirittura presenterà Armando alla madre. Vuole coprire il vuoto di sentimento.

 

CARATTERI – PADRE DI ARMANDO

È estraneo, inquadrato unicamente da lontano. È un uomo elegante, benestante. Non lo sentiamo dire una parola. Immaginiamo il dialogo fra Elder e il padre di Armando.

La sua presenza è basilare. Non sappiamo nulla ma possiamo immaginare e ci obbliga a pensare.

Quest’uomo è però un ostacolo nel rapporto fra i due. Elder lo capisce e non sconvolge Armando quando gli proclama: “Lo uccido io a tuo padre.”

È il subdolo carattere di Armando, lo voleva morto ma è meschino e codardo: non aspettava altro.

 

LOS ELEFANTES NUNCA OLVIDAN [15]

È il corto di Lorenzo Vigas presentato a Cannes nel 2004. Anche a questa produzione collaborò Guillermo Arriaga.

Siamo in una zona rurale del Venezuela. Un ragazzino Juan ha avuto una pistola. Insieme all’adolescente sorella, più grande di lui, vuole uccidere il padre Pedro.

I fratelli sono stati abbandonati dal genitore, un uomo violento nei confronti della madre e della figlia. Il ragazzino era troppo piccolo quando se ne andò.

Si trovano insieme al padre nel furgone di un camion. Sono solo loro tre. Si guardano. Pedro non li riconosce ma gli sembra di averli già visti. Si vanta di essere chiamato nel villaggio elefante, perché: “nunca me olvide una cara”. Riconosce il volto di tutti ma non quello dei figli.

Quando Juan lo affronta con la pistola il padre gli molla un ceffone e rimane con l’arma in mano.

Nel corto ci sono delle caratteristiche riprese in Desde allá – From Afar.

Ci sono una sorella e fratello che vivono in case separate.

Del passato, dei rapporti fra padre e figli non sappiamo nulla, immaginiamo delle violenze, anche sessuali alla ragazza.

C’è il desiderio di liberarsi della pesante presenza del padre attraverso l’unico sistema che può nascere in un paese dove la violenza è questione quotidiana: sparandogli.

Rispetto Desde allá – From Afar abbiamo la città contro la campagna.

Pedro è un uomo volgare, sporco, trasandato rispetto all’eleganza del padre di Armando.

Ma in Los Elefantes Nunca Olvidan ci sono i geni della pellicola successiva.

È il primo film della trilogia sui rapporti con il padre.

 

TRITTICO SUL PADRE

L’autore ha una necessità di descrivere i rapporti fra figlio e padre. Avrà una motivazione psicologica non conosciuta. Alla conferenza stampa a Venezia scherza: la gente potrebbe pensare a un rapporto con il padre pessimo, al limite della legalità. Invece racconta di una relazione buona, e come fosse presente e affettuoso.

Lo stesso Lorenzo Vigas parla di ossessione:

“Luego se convierte en eso… Pero al principio es una fuerza paternal. Me obsesiona ese tema de la paternidad en un subcontinente donde los padres no están en la casa. Muchos países latinoamericanos son muy machistas, y la figura paterna está y no está. Se va. Son las madres las que crían y sacan la casa adelante. Quizás por eso me interesa tanto el tema.” [16]

Non sappiamo nulla delle caratteristiche del futuro terzo film, però le similitudini fra i primi due esistono nonostante la differenza di lunghezza.

Juan e la sorella di Los Elefantes Nunca Olvidan potrebbero essere Armando e la sorella cresciuti. L’odio per il padre potrebbe essere nato alla stessa età, e la genesi dell’abbandono è uguale.

Il desiderio della morte è il sistema ragionevole per sciogliere il confronto impossibile. D’altronde è la maniera utilizzata da Edipo per risolvere il suo conflitto: uccidere il padre.

L’unica diversità è l’ambiente sociale. I figli di Los Elefantes Nunca Olvidan sono poveri e vivono in un villaggio. Armando e la sorella sono benestanti e stanno in città.

Ma la reazione è uguale. I rapporti generazionali sono indifferenti dalla classe sociale, dallo stile di vita, dalla prosperità economica.

 

GLI OPPOSTI DEL FILM

Sono tanti gli opposti, i confronti, le contrapposizioni create dal regista.

I due personaggi sono contrari. L’autore lo mostra in una scena a casa di Armando. L’uomo ed Elder stanno cenando. Intorno c’è la freddezza della casa. Sono di profilo, uno di fronte all’altro, ripresi in campo medio. Ad accentuare la separazione c’è un pilastro, un ostacolo che divide esattamente la scena e i due uomini.

Elder sta mangiano in modo rumoroso, velocemente, a bocca aperta, chino sul piatto.

Armando di fronte sta mangiando con eleganza e in modo raffinato.

Sono due opposti, c’è una differenza di classe. Armando è un benestante, ha un buon lavoro e denaro. Elder è di una famiglia disgraziata e senza futuro.

 

Un altro contrasto c’è lo racconta il regista:

“ … society absolutely the opposite, Venezuela is very phisical, hug each other, kiss each other, make love a lot and Armando loves only see, from distance, from far, and he doesnt allow anybody to touch him, i want to play with two contrast.” [17]

Armando ripudia il contatto fisico, mentre Elder nella sua esuberanza lo accetta nella massima esaltazione.

 

FINALE DEL FINALE

Nel finale tutte le contraddizioni drammatiche scoppiano. I personaggi mostrano la loro particolarità.

Si parte dal colloquio fra Elder e il padre di Armando. Il ragazzo lo vuole affrontare personalmente, perché comprende le sofferenze dell’amico. L’incontro c’è, lo vediamo da distante, in campo lungo, parlano, ma non sapremo mai quello che si sono detti.

Da quest’abboccamento si scatena la reazione impulsiva del giovane, non frenata da Armando. Dovrebbe essere l’uomo maturo a bloccarlo ma la sua passività è l’accettazione dell’azione di Elder. Un gesto di amore, perché Elder è capace di amare mentre per Armando non ci sono speranze.

Il regista: “Penso che una delle cose importanti quando si fa un film è far pensare lo spettatore una volta uscito dalla sala. Però non ho pensato a questa possibilità quando ho scritto il film. Armando non riesce a livello emozionale a portare avanti la relazione e quindi decide di rifiutarla. Sono contento però che ci sia questa possibilità nei pensieri del pubblico”. [18]

Si ritorna al primario colloquio sul comportamento di un’ipotetica paternità.

Armando assicurò l’incapacità di colpire un eventuale figlio.

Elder fu onesto affermando l’esatto contrario.

Il bugiardo è Armando. Perché nel finale picchierà Elder, lo colpirà selvaggiamente come una carogna, e come ha fatto suo padre tanto tempo prima, lo ripudierà.

È come lo schiaffo del padre di Juan in Los Elefantes Nunca Olvidan. In entrambi i film, il genitore continua a respingere i figli.

 

LINGUAGGIO DEL FILM

 

La storia ha un accento su Armando. È il personaggio caratteristico perché assume la doppia figura: figlio abbandonato e padre virtuale.

L’accentuazione avviene con lo stile effetto flou durante le sue ricerche nella strada. Solo esso è a fuoco, il resto appare inverosimile, quasi teatrale, invece è un mondo potente.

Il personaggio è caratterizzato da tante inquadrature da dietro. Vediamo la schiena, le spalle, una maniera per delimitare la sua psicologia corrotta.

Su Elder l’autore ha pietà. Lo comprende e lo lascia sfogare. Sarà la vittima e come tale è già segnato dall’inizio.

Il linguaggio violento non si manifesta a caso. È il risultato di un comportamento. Elder rimane impressionato soprattutto dal gesto di autolesionismo dell’uomo.

 

MERITAVA DI VINCERE IL LEONE D’ORO?

È il gioco più bello che ci sia, confrontarsi all’arma bianca sul proprio favorito. Nelle edizioni senza un film mattatore e universale è sempre contrastante la vittoria. E lo è anche quest’anno.

Partiamo dai giudizi della stampa pubblicati da Ciak.  Desde allá – From Afar è quint’ultimo nella media dei punteggi: 2,60. Solo due giornalisti gli hanno dato quattro/cinque, gli altri hanno mantenuto livelli minimi. Per quattro giornalisti il voto è stato uno. Un sentire molto discordante.

Ma il giudizio della stampa ufficiale è oramai è irrilevante.

Invece è determinante il ruolo del presidente della giuria, il messicano Alfonso Cuarón. La sua volontà è stata fondamentale: doveva vincere un film latino, sudamericano. Perciò Desde allá – From Afar ed El Clan si sono giocati il derby, poi arrivati primo e secondo, ma sarebbe stato indifferente a posizioni alternate.

Il film ha dei temi attraenti, schietto, un modo di esprimersi in costruzione. La vittoria è onesta; non la migliore ma corretta, sincera.

[1] www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/ve.html

 

[2] www.investireoggi.it/economia/venezuela-in-ginocchio-dalla-cina-altri-10-miliardi-e-il-petrolio-diventa-un-bancomat/

 

[3] www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/ve.html

 

[4] www.investireoggi.it/economia/il-venezuela-alza-il-salario-minimo-del-30-ma-al-cambio-reale-vale-appena-13-dollari/

 

[5] http://variety.com/2015/film/news/venice-film-festival-winners-announced-1201591867/

 

[6] http://xl.repubblica.it/articoli/desde-alla-storia-damore-dellesordiente-lorenzo-vigas/26049/

 

[7] www.youtube.com/watch?v=TQDU54naGm0

 

[8] www.correcamara.com.mx/inicio/int.php?mod=noticias_detalle&id_noticia=5863

 

[9] www.numbeo.com/crime/rankings_current.jsp

 

[10] www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/10/venezuela-maduro-nasconde-i-dati-economici-ma-il-collasso-e-conclamato/1757430/

 

[11] http://xl.repubblica.it/articoli/desde-alla-storia-damore-dellesordiente-lorenzo-vigas/26049/

 

[12] www.youtube.com/watch?v=TQDU54naGm0

 

[13] www.correcamara.com.mx/inicio/int.php?mod=noticias_detalle&id_noticia=5863

 

[14] http://xl.repubblica.it/articoli/desde-alla-storia-damore-dellesordiente-lorenzo-vigas/26049/

 

[15] www.youtube.com/watch?v=GynEV9u61kw

 

[16] www.correcamara.com.mx/inicio/int.php?mod=noticias_detalle&id_noticia=5863

 

[17] www.youtube.com/watch?v=TQDU54naGm0

 

 

[18] http://xl.repubblica.it/articoli/desde-alla-storia-damore-dellesordiente-lorenzo-vigas/26049/

 




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