Detective Dee e il mistero della Fiamma Fantasma (2010)

02/05/2012 by Pierpaolo Loffreda
2010, Azione, Cina, Crimine, Film Asiatici, Hong Kong, In uscita in Italia, Mystery, Recensioni, Thriller divider image
Detective Dee e il mistero della Fiamma Fantasma (2010)

Che fine ha fatto la nouvelle vague del cinema hongkonghese, particolarmente feconda dall’inizio degli anni ’80 fino alla seconda metà dei ’90 del secolo scorso? Il fenomeno, portato all’attenzione internazionale dalla Mostra del Cinema di Pesaro nel 1983, aveva raggiunto vaste proporzioni sia produttive che di spessore estetico-inventivo, ed espresso personalità autoriali di grande rilievo.

Questo nuovo lavoro di Tsui Hark ci fa ben sperare su una possibile continuità delle iniziative del grande regista, autore e produttore versatile di numerosissimi film, capaci di intrigare sia lo spettatore comune, che richiede spettacolarità e dinamismo, sia quello più esigente e curioso. Tanti i generi (i cui codici ha spesso combinato insieme) fra i quali l’autore ha scelto di muoversi: l’horror, l’apologo socio-politico, la commedia, il wuxiapian, il gangster movie, il fantasy, il melodramma, la screwball comedy, il kung fu movie.

La contaminazione fra i generi è propria pure di Detective Dee e il mistero della Fiamma Fantasma , anche se il film fa riferimento soprattutto al wuxiapian, un modello tipico della cultura cinese sia colta che popolare (di tradizionale ascendenza letteraria), e insieme la matrice fondamentale del cinema hongkonghese. Basato su avventure epico-cavalleresche di eroi solitari, monaci ieratici e cavalieri erranti particolarmente abili nell’uso della spada e nelle evoluzioni acrobatiche-volanti, il wuxiapian si sposa, nell’ultimo film di Tsui Hark, con l’action movie, il fantasy, la detective story, il melò, e si arricchisce di riflessioni storico-politiche non banali (sul potere, sulla funzione della dissidenza, sulla libertà dell’individuo).

Motivi dominanti del film sono: i miti fondativi e le leggende tradizionali (tratte dalla letteratura e dall’arte visiva cinese), gli intrighi e le cospirazioni politiche, l’amor fou, l’amicizia virile fra vecchi ribelli, il suspense e gli effetti sorpresa legati alle indagini, il rapporto fra sensualità e ferocia, la trasfigurazione e lo svelamento, l’ambiguità, le metamorfosi continue e in divenire (lo sdoppiamento del guerriero rosso invincibile, trasformato poi in pura forma-colore in movimento), le coppie oppositive altezza/profondità, materiale/spirituale, la magia.

Il reale viene deformato attraverso gli strumenti del meraviglioso: i voli e le prodezze dei protagonisti che, come in ogni film wuxiapian, violano costantemente le regole della gravità universale (e richiedono il massimo livello possibile della sospensione dell’incredulità da parte dello spettatore), i passaggi (e paradossi) spazio-temporali e le combinazioni analogiche sorprendenti, la maestosa ricchezza delle inquadrature, che contengono molteplici elementi combinati insieme, e la precisione maniacale nei dettagli.

EDIT: Il film è uscito nelle sale italiane il 26 agosto 2011.

VOTO: 

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