Difret (2014)

18/03/2015 by Renato Volpone
2014, Drammatico, Etiopia, Film Africani, Film Americani, Recensioni, Stati Uniti divider image
Difret (2014)

Viene dall’Africa questo piccolo capolavoro. Difret è infatti un film etiope del 2014 scritto e diretto da Zeresenay Berhane Mehari. Il film è stato coprodotto da Angelina Jolie il cui nome è servito anche da trampolino di lancio per i Paesi occidentali.

Il racconto è tratto dalla vera storia della giovane Aberash Bekele che fu rapita nel 1996 all’uscita di scuola e violentata a quattordici anni in base ad una antica quanto violenta tradizione culturale: il ragazzo etiope rapisce e feconda la femmina prescelta e quindi lei è costretta a sposarlo. In questo caso, però, la ragazza fu presa e stuprata con violenza. In un momento di distrazione dei suoi guardiani, raccogliendo le poche forze rimaste riuscì a fuggire sottraendo un fucile, ma inseguita non ebbe altra scelta che uccidere il violentatore. Questa “pratica matrimoniale” è molto comune e diffusa in tutta l’Etiopia, contro di essa e altre violazioni dei diritti umani lottò e continua a lottare Meaza Ashenafi, fondatrice dell’Ethiopian Women Lawyers Association, che rappresentò Aberash di fronte alla legge, gesto che mise a repentaglio la propria carriera e l’intera Associazione che protegge migliaia di poveri e donne. La donna riuscì, mettendosi anche contro il Ministero della giustizia, a far assolvere e liberare la ragazza.

Il film è distribuito anche in lingua originale etiope con i sottotitoli in italiano, ma è assolutamente comprensibile a chiunque. Le immagini ci immergono da un lato nella natura incontaminata e povera, ma bellissima nei suoi colori e nella vita rurale, mentre dall’altro mettono in evidenza la città, Addis Abeba, che sembra proiettata indietro nel tempo rispetto al moderno occidente. Il regista usa un garbo straordinario per raccontare una storia carica di violenza e di rifiuto. il dolore e la rabbia si raccolgono in un racconto intelligente e obiettivo: uno sguardo su di una cultura che fa fatica ad evolversi , dove i colpevoli in fondo sono responsabili solo di non saper uscire da un retaggio storico fatto di tradizioni ancestrali. Davvero illuminante per comprendere come il mondo abbia diverse velocità e come i valori morali siano così diversi tra i popoli. Qui non si tratta di valori religiosi, ma di una cultura maschilista che vede l’uomo incapace di sedurre e amare e che schiaccia la donna privandola di ogni possibile libertà. La gente di fronte al pestaggio dice: “ti picchia perché ti ama”. In questo film c’è il coraggio di cambiare, di alzare la testa, di andare oltre perché c’è chi è in grado di capire. Anche il consiglio degli anziani capisce, ma non può nulla contro i dettami della tradizione, così la pena capitale si muta ma rimane altrettanto pesante. Il peso tutto su di una bambina che rappresenta il futuro perché il futuro è nelle donne, nella loro forza che può davvero cambiare il mondo e le cose.

Assolutamente da non perdere, anche per chi ha paura della violenza, il film è una favola triste con un buon lieto fine, solo non si tratta unicamente di una favola.

Voto:4.5 stelle

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