Due giorni, una notte (2014)

15/04/2015 by Renato Volpone
2014, Belgio, Drammatico, Film Europei, Francia, Italia, Recensioni divider image
Due giorni, una notte (2014)

In tempo di crisi gli avvoltoi volano alti in attesa delle carcasse lasciate dalla guerra tra i poveri.

Sandra rientra al lavoro dopo un periodo di malattia per depressione, ma la situazione è precipitata e il proprietario della piccola azienda propone ai dipendenti due alternative: mantenere Sandra al lavoro, oppure licenziarla e prendere un buono una tantum di mille euro. Il cielo crolla sulla testa della ragazza che, aiutata dal marito, incontra ad uno ad uno i colleghi per convincerli ad aiutarla e a rinunciare al buono. Le aspettative sono basse, ma passando attraverso l’umiliazione Sandra bussa alle porte e, ad ogni incontro, si affaccia su di una realtà nuova. In tempi di crisi mille euro fanno comodo a tutti, ma a ciascuno con una motivazione diversa: chi ne ha bisogno per sopravvivere, chi per finire il muretto dietro casa. Ma chi può prendersi cura della vita di un altro? E se domani toccasse a te? La scelta è tra pagare l’affitto o lasciare affogare un collega, magari quasi sconosciuto, ma un essere umano anche lui.

Il film mette perfettamente in evidenza il disagio sociale che viene da contratti di “solidarietà”, da un mondo del lavoro che non fa altro che portare i soggetti sempre più verso la soglia della povertà, dove il “valore umano” diminuisce in una lotta impari per la sopravvivenza. E qui si manifestano tutte le deviazioni, le violenze, le repressioni all’interno delle famiglie. Uno scenario crudo che i fratelli Dardenne non risparmiano allo spettatore in un lento progredire della tensione che costringe ad una riflessione. Si sentono anche sbuffi spazientiti di spettatori che non vogliono vedere o non vogliono sentire.

Un film dell’orrore girato nella realtà, dove il massacro psicologico e sociale è inevitabile. Nessuno ne esce vincitore, tranne chi sceglie la strada della fuga nel suicidio oppure la libertà con grosso punto interrogativo sul futuro. Un film che disturba perché invoca solidarietà e ribellione in chi non ne ha la forza ne il potere, che  disturba i ricchi perché gira il dito dentro la piaga della loro indifferenza, che disturba e turba gli animi sensibili. Grande interpretazione da parte di tutti gli attori.

Il film è da vedere in lingua originale per l’intensità dell’interpretazione e per la banalizzazione di un doppiaggio impossibile.

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