È stato il figlio (2012)

17/10/2012 by Paolo Carburi
2012, Drammatico, Film Europei, Italia, Recensioni divider image
ManifestoUfficiale

E’ stato il figlio è un risultato onesto di un film che poteva essere qualcosa di spettacolare e che invece rischia di deludere, almeno in parte, chi si presta alla visione. Daniele Ciprì prova a raccontare una delle piaghe del Sud più forti ma anche più dimenticate dalla società italiana: la povertà. Si parla spesso di Mafia, di criminalità organizzata, di mancanza di impresa, di lavoro ma poco volentieri si parla della condizione umana  precaria che avvolge la parte meridionale del Paese.

Il film è interessante perché tratta il tema della povertà in maniera trasversale: povertà economica, etica, culturale, ambientale, ecc. Si cerca in qualche modo attraverso episodi, racconti e immagini di parlare del Sud e della condizione di una vita fatta di stenti e immersa nella bruttezza delle periferie di Megalopoli senza storia. La storia narrata da un vecchio signore seduto alle poste è quella della famiglia Ciraulo sostenuta dal lavoro del capo famiglia Nicola che raccoglie ferrami dalle navi in disarmo.  Da qui il racconto di un Sud disperato e colpito da un degrado ambientale e morale per il quale lo spettatore non ha disprezzo ma compassione e simpatia perché ciò che caratterizza il film è un senso strano di amarezza sollevata dal tentativo di superamento di uno status pietoso in ogni modo possibile. Interessante anche il rapporto con la modernità e con la nuova ignoranza perpetuata dal mondo televisivo fatta di lussi fittizi, inutili per cui avere si confonde spesso con essere.

Da segnalare in positivo l’interpretazione di Toni Servillo sicuramente la maschera più riuscita del film e la capacità del Regista di donare alla pellicola i colori e i suoni caratteristici del Sud. In negativo invece le maschere di contorno, spesso non all’altezza che fanno diventare grottesco la figura del padre Nicola (Toni Servillo per l’appunto) e gli spunti felliniani, onirici che però più che perpetrare un sogno raccontano un incubo e sono pochi e forse fuori luogo.

Si poteva fare qualcosina di più, il film a volte s’inceppa non tiene un ritmo incalzante spesso ricercato e nonostante si esca dalla sala di proiezione contenti non si è entusiasti e rimane un l’impressione rimane un po’ piatta. Insomma se un film cerca di trattare alcune piaghe sociali di un determinato ambiente e tu che lo vai a vedere esci senza troppi complessi, forse il film ha fallito nel suo intento.

Non è un capolavoro e forse poteva e doveva esserlo; questo il giudizio finale del film.

Voto:

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