Edge of Tomorrow – Senza domani (2014)

29/05/2014 by Piergiorgio Ravasio
2014, Australia, Azione, Film Americani, Film dell'Oceania, In uscita in Italia, Recensioni, Sci-Fi, Stati Uniti divider image
Edge of Tomorrow - Senza domani (2014)

Di pellicole incentrate sulle invasioni aliene (buone o cattive che siano) in soccorso o a danno del nostro pianeta, ne è piena la cinematografia mondiale. Tra X-Men, Godzilla, Transformers e Uomo Ragno che li insegue (soprattutto al botteghino degli incassi), si inserisce, ogni tanto, la consueta visita di una creatura che viene dal profondo dello spazio. E non viene con buone intenzioni.Oggi il mondo è in guerra contro una misteriosa ed inarrestabile forza aliena (un’infestazione mondiale a mo’ di sciame; alcuni a quattro zampe con tentacoli che escono dal corpo, altri che si muovono con incredibile velocità e destrezza). Nessun esercito sembra in grado di fermarla. Milioni di vite umane, coinvolte in questa guerra, continuano a cadere davanti ai “Mimics”; per lo meno fino a quando una recluta della United Defense Force riesce a mettere in atto una sua particolare strategia.

A vestire i panni del tenente William Cage è Tom Cruise. Lo conosciamo nelle vesti di un funzionario addetto alle pubbliche relazioni dell’esercito degli Stati Uniti; incarico che ha assunto alla fine della sua carriera di pubblicitario, proprio in occasione del conflitto globale. Non ha mai subito una ferita più grande di un taglio da carta nel suo mondo da impiegato e non sopporta la vista del sangue.In procinto di unirsi alle truppe della UDF sul fronte della battaglia per lo scontro finale di una guerra ironicamente soprannominata Operazione Downfall, il nostro anti-eroe, non soldato, vigliacco che farebbe qualsiasi cosa pur di estraniarsi dalla lotta, non solo è impreparato. E’ soprattutto terrorizzato.

Ufficiale militare che non è mai sceso in prima linea, sotto minaccia e mal consigliato da un generale a quattro stelle, rimane intrappolato in una situazione decisamente insolita: un loop temporale indotto dagli alieni, all’interno del quale dovrà combattere per la vita (e, in questo film, anche per … la morte). La situazione insolita in cui Cage si viene a trovare, si innesca fin dalla sua prima giornata (che sembra essere anche l’unica ed ultima battaglia contro gli alieni). Sconfitto in pochi minuti, muore, ma, misteriosamente, si ritrova con la capacità di resettare la giornata, risvegliandosi nella posizione esatta e nel momento esatto della stessa mattina. Confuso, Cage non capisce come mai è l’unico ad essere a conoscenza dei terribili eventi appena accaduti. Tutti gli altri, infatti, sembrano sempre e solo intenti a prepararsi per l’imminente lotta che, inconsapevolmente, non sanno di avere già perso.

L’insolita capacità di riportare indietro l’orologio del tempo, lo porta a collaborare con l’unica persona che pare sappia qualcosa della situazione: il Sergente Rita, autentica combattente e tenace guerriera della resistenza, che ha ucciso migliaia di Mimics e che, proprio per i suoi atti di eroismo, è stata incoronata dai media come l’Angelo di Verdun. Fungerà da mentore per Cage, addestrandolo a diventare soldato forte quanto lei.

Passando attraverso le esperienze che accumula nelle varie lotte dello stesso giorno, Cage impara ad affinare le tattiche e a migliorarsi di volta in volta, cercando di sopravvivere alle battaglie, in vista della definitiva guerra finale.

A tenere le redini del nuovo thriller fantascientifico è il regista e produttore esecutivo Doug Liman (quello di Mr. & Mrs. Smith e di Jumper, nonché produttore esecutivo di un paio di capitoli di The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum). Il quale, a sua volta, si è basato su un romanzo dell’autore giapponese di fantasy e fiction scientifiche contemporanee Hiroshi Sakurazaka (il titolo, All you need is kill, è stato tradotto e pubblicato in 12 paesi e adattato in un libro a fumetti in altrettante 15 nazioni).

Pellicola dove la struttura della storia e il loop temporale (che torna a ripetersi) sono sviluppati in maniera lineare permettendo al pubblico di entrare, capire le regole e seguire Cage in una progressione rapida e costante dei fatti (anche se rivive più volte lo stesso giorno, Cage non è mai sempre lo stesso poiché il suo comportamento cambia di continuo), Edge of tomorrow è un film sulla guerra e sull’invasione aliena ma non di genere apocalittico. Fotografa, piuttosto, l’immagine di un mondo ancora da salvare, un ambiente non attuale ma che si lascia percepire come ancora familiare. La buona dose di umorismo (il loop temporale viene mostrato, spesso, in maniera divertente; l’orgoglioso Sergente Farell, con le fattezze di un bravo Bill Paxton, che, ogni mattina, supervisiona la Squadra J: una combriccola di disadattati, simile ad una squadra di ex-galeotti, pronta ad andare in combattimento) che, nonostante gli elementi drammatici che ruotano intorno alla storia, genera anche alcuni momenti divertenti, va di pari passo con la riuscita alchimia tra i due protagonisti principali: Cage (Tom Cruise che, ormai, non ha più bisogno di presentazioni) e Rita (la Emily Blunt de Il diavolo veste Prada, Looper, Il mondo di Arthur Newman e I Fantastici viaggi di Gulliver).

Facendoci viaggiare attraverso un paio delle location più famose dell’Europa (un luogo iconico in rovina come il Louvre; l’atterraggio – per la prima volta nella storia del cinema – di un elicottero a Trafalgar Square), il cineasta ci porta in guerra. Una guerra in cui la posta in gioco è la sopravvivenza stessa dell’umanità. Una guerra dove un uomo impara a diventare soldato ma anche a diventare l’uomo che deve essere. Una guerra, infine, dove non mancherà il solito profluvio di effetti speciali (esaltati dal 3D e curati dal supervisore Nick Davis al cui merito vanno ricordate pellicole come Il cavaliere oscuro, due Harry Potter, Troy e un paio di Batman).

Insomma, un minestrone (ben cucinato e digeribile) di un po’ di tutto: buoni sentimenti, un pizzico di comicità, un po’ di evoluzione introspettiva e l’immancabile blockbuster di contorno.

Voto:3 stelle

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