Edoardo De Angelis – Mozzarella Stories (2011)

15/12/2011 by Maurizio
2011, Commedia, Film Europei, Gli esordi alla regia, Italia, Recensioni divider image
Mozzarella Stories (2011)

Caserta. Ciccio Dop (Giampaolo Fabrizio) è il signore assoluto della mozzarella di bufala. È lui che regna nella produzione del bianco e soffice latticino. Dopo aver scontato una condanna per aver ucciso la concorrenza con un nerbo, si riafferma nel mercato, riportando in auge la sua storica azienda. Ma un ostacolo dal sapore orientale mette in ginocchio la produzione. Il re delle mozzarelle entra in una guerra di mercato contro degli imprenditori cinesi, produttori di ottima mozzarella, venduta a metà prezzo. Questo affronto farà scatenare una serie di eventi che coinvolgeranno tutti i protagonisti. Infatti, intorno a Ciccio Dop ruotano vari personaggi: la figlia Sofia (Luisa Ranieri), esuberante ragazza sposata con Angelo Tatangelo (Massimiliano Gallo), un cantante neomelodico squattrinato e innamorato di Autilia (Aida Turturro), burrosa donna dall’incantevole voce, il silenzioso e in crisi esistenziale Dudo (Massimiliano Rossi), uno dei suoi killer, detto “zingaro napoletano”, il fidato Ragioniere (Andrea Renzi), contabile dell’azienda e consigliere, Gravinio (Tony Laudadio), miserabile e spietato uomo che farà di tutto per prendere il posto di re nell’azienda, e poi Gigino “A ‘Purpetta” (Giovanni Esposito), proprietario di un piccolo ristorante, debitore nei confronti di Ciccio Dop. Quello di Edoardo De Angelis è un lungometraggio d’esordio ben riuscito. La scelta di attori sconosciuti al grande pubblico rende più credibile la loro messa in scena in quanto tutto si colora di kitsch e melodrammatico (caratteristiche presenti in quella realtà imbevuta di folklore, tipicamente napoletana) senza però mai cadere nel grottesco. Certo è che, dopo un incipit chiassoso e volutamente trash (tremenda, ma al tempo stesso, divertentissima scena della pioggia di mozzarelle nella piscina dove tutti gli invitati goderecci si tuffano), la trama narrativa non fila proprio liscia, ci sono troppe storie non sviluppate bene e poco collegate fra loro. La medesima cosa vale per la personalità dei protagonisti. Quindi tutto questo appare troppo lasciato libero all’interpretazione e alla perspicacia del pubblico. Invece, la fotografia è ben curata e la si può notare dalle inquadrature vivaci, ma attente. Per quanto riguarda la colonna sonora, si poteva eccedere di più. Per tutto il film c’è un sottofondo di musica cubana (anche se è notevole “Mambo Napoletano”). Voto 10 per “Zingaro Napulitano” e “L’amore Express” («un pezzo davvero innovativo»). Insomma, bastava osare un po’ inserendo qualche pezzo neomelodico in più.

Voto:

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