Effetti collaterali (2013)

11/04/2013 by Piergiorgio Ravasio
2013, Crimine, Drammatico, Film Americani, In uscita in Italia, Recensioni, Stati Uniti, Thriller divider image
Effetti collaterali (2013)

 E’ grazie all’esperienza vissuta in prima persona dallo sceneggiatore, presso un prestigioso reparto psichiatrico di un ospedale americano, in mezzo a pazienti afflitti da gravi disagi mentali (alcuni dei quali anche con precedenti penali) e alla sua prodigiosa abilità narrativa, che viene alla luce questo nuovo thriller dell’acclamato regista (Premio Oscar per Traffic) Steven Soderbergh.

La vicenda trae spunto dal crescente uso, negli Stati Uniti, di antidepressivi, ansiolitici e farmaci vari contro il disagio psicologico. Sostanze che, in un numero significativo di soggetti, determina anche comportamenti anomali e inspiegabili. Al punto che, alcune di queste prescrizioni, si ritiene possano essere la causa di varie tipologie di delitti come omicidi stradali o aggressioni fisiche. Coinvolta in problematiche di questo genere è la giovane Emily (la Rooney Mara che ha sedotto pubblico e critica per la sua irruzione sulla scena Hollywoodiana con il film Millennium – Uomini che odiano le donne). Arriva a New York per studiare grafica, ma finisce col fare la barista. Quando incontra un ricco e potente operatore di Wall Street, decide di non lasciarsi sfuggire l’occasione. Si innamora di tale Martin (lo spogliarellista Channing Tatum di Magic Mike) e finisce per sposarlo. Ma, con un passato fatto di insicurezze e di paure, la vita per lei non è tanto facile. A questo si aggiunge anche l’improvvisa carcerazione del marito, reo di insider trading. Da una vita agiata e lussuosa, Emily sprofonda in un abisso molto diverso dallo stile di vita a cui si era abituata. Decorso il termine della carcerazione, il ritorno del marito, invece che sistemare le cose, finisce per rovesciarle ancora una volta. Emily tenta il suicidio e finisce sotto le cure di uno psichiatra molto comprensivo, il Dottor Jonathan Banks (il Jude Law che ha dismesso gli abiti di Sherlock Holmes). Da medico di belle speranze con uno studio di successo, Jonathan interpreta l’incidente di Emily come un grido di aiuto. Per tale ragione acconsente alla dimissione della giovane donna dal reparto in cui è stata messa in cura; a patto che la stessa accetti di assumere determinati farmaci e di entrare in terapia. Una seconda donna sta per comparire all’orizzonte: la gelida e sofisticata dottoressa Victoria Siebert (il Premio Oscar Catherine Zeta-Jones di Chicago, Entrapment e Ocean’s 12) che, in passato, aveva già avuto modo di seguire personalmente Emily durante precedenti fasi depressive. Man mano che segue il caso, Jonathan viene completamente sconvolto dalla paziente.

La buona architettura della storia, che rientra nel modus operandi di un regista spesso impegnato in critiche sociali, pur seguendo strade già tracciate altrove, si evidenzia per la tematica (interessante e accessibile al grande pubblico), per il sottofondo realistico (che rende la cosa specchio del mondo contemporaneo) e per i personaggi intriganti che concretizzano, sullo schermo, un argomento sociale di così grande valenza e impatto. Pur senza insistere eccessivamente sulla tematica dei farmaci, questo sofisticato thriller adulto, girato principalmente in esterni a New York ed ambientato nel mondo della psichiatria, piace per il suo ritmo serrato, per le ambiguità morali che nasconde e per quelle fragilità umane che, alla fine, ognuno di noi (chi più, chi meno) si porta dentro. La poca dinamicità della prima parte, cede il passo ad una decisa virata nel secondo tempo, con colpi di scena che sviano continuamente il pubblico, richiamandoci alla mente, per certi versi, i vecchi classici del cinema… che ogni tanto rimpiangiamo.

Voto:3 stelle

 

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