Elefante blanco (2012)

31/08/2012 by Luca
2012, Argentina, Drammatico, Film Americani, Film Europei, Recensioni, Ricardo Darin, Spagna divider image
Elefante blanco (2012)

Il titolo del nuovo film di Pablo Trapero, Elefante Blanco (White Elpehant) è il soprannome dato in Argentina alle rovine di un ospedale per tubercolosi a Buenos Aires, iniziare a costruire negli anni ’30 e da tempo abbandonato; ora è una cattedrale dentro “Villa Virgin”, la più dura baraccopoli della città, e nella quale opera una comunità religiosa.

Padre Julián (Ricardo Darin) è un lavoratore instancabile e dedito alla causa, ma una grave malattia lo porta a riformulare i piani per il futuro, così porta a Buenos Aires Padre Nicolás (Jérémie Renier), un suo vecchio amico belga, per istruirlo come proprio successore. Questi è tormentato dai sensi di colpa per essersi nascosto, e quindi essere sopravvissuto, a dei banditi che hanno razziato il villaggio in cui operava prima.

L’impegno non manca per nessuno, ma i due hanno una visione diversa riguardo ai rapporti da avere con le gang di spacciatori che operano nel quartiere: mentre Julian vorrebbe tenersi in disparte, ed operare principalmente per la costruzione di case, Nicolas si mette in gioco e tenta di mediare con loro per definire meglio le ‘competenze’ all’interno dello slum.

Nel frattempo, la corruzione e una generale mancanza di interesse da parte del governo e della Chiesa fermano il progetto per la costruzione di case per i poveri, mentre Julian lotta con la sua malattia alla ricerca di un miracolo e Nicolas cede alla passione con la bella assistente sociale Luciana (Martina Gusman, musa e compagna del regista).

Trapero è un regista praticamente sconosciuto in Europa, e su Ultimociak è passato il suo lavoro del 2010 Carancho (qui la recensione), in cui figurano ancora Darin e Gusman. L’idea in sè di questa pellicola non è malvagia, e il regista viene anche ben aiutato dall’interpretazione degli attori, ma c’è troppa carne al fuoco perché il tutto abbia la giusta intensità. C’è un filo logico, ma la narrazione si perde durante il percorso e vari aspetti non vengono adeguatamente approfonditi.

Tuttavia, ciò che il film manca in sintesi narrativa viene compensato in atmosfera, e Trapero supera se stesso nel catturare l’ambiente. Dalle piogge diluviali che inzuppano la baraccopoli ai vicoli come gironi danteschi e ai suoi occupanti, dannati e dimenticati dal mondo; Elefante blanco è una conferma della capacità del regista di riempire le sue scene con stile.

I fan di Darin (noi per primi) non saranno delusi dalla sua performance, la Gusman ha un suo modo di fondere durezza esterna con vulnerabilità interiore, mentre Renier aggiunge un nuovo elemento al suo interessante CV (Il ragazzo con la bicicletta, Potiche).

Presentato a Cannes 2012 nella sezione Un Certain Regard, il film non ha l’appeal per la grande distribuzione, né per ora una data di comparsa in Italia, quindi se v’interessa Darin recuperatelo con i sottotitoli.

Voto: 

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