Europa (1991)

20/10/2011 by Maurizio
1990 - 1999, Danimarca, Drammatico, Film Europei, Francia, Germania, Guerra, Lars von Trier, Spagna, Svezia, Svizzera divider image
Europa (1991)

Con Europa, si chiude la trilogia  europea di Lars von Trier, cominciata con L’elemento del crimine ed Epidemic. Rispetto ai precedenti capitoli è più dettagliato, più completo nella sceneggiatura, anche se il Lars Von Trier di adesso è tutta un’altra storia. Questo regista, capace di stupire ad ogni festival in concorso, (l’ultimo è stato al Festival di Cannes con il sorprendente  Melancholia, qui la recensione), gira un thriller espressionista, spesso in bianco e  nero, talvolta a colori, semplicemente surreale. Europa, diciamolo chiaramente, non è uno dei lavori più riusciti del controverso regista danese, spesso risulta lento in scene che potevano essere tagliate o per lo meno girate con più accuratezza; in compenso questo film si distingue dagli altri thriller per la sua anomalia nel  raccontare una storia, frutto del genio di Trier che è uno dei pochi ad esprimere le sue idee con un linguaggio estremamente differente dagli altri, emozionando il pubblico a suo modo.

Per chi non conoscesse Lars Von Trier (saranno in pochi) è consigliato guardare gli ultimi lavori per rendersi conto di quanto sia capace di scegliere storie  che apparentamente sembrano banali, solo apparentemente. Come lo è la storia di  Leopold Kessler, un americano di origini tedesche, il quale per dare un aiuto morale al suo Paese devastato dalla fine della Seconda guerra mondiale, grazie a suo zio trova lavoro in Germania come cuccettista per la società ferroviaria Zentropa. Qui Leopold conosce i ricchi  proprietari della stazione, i quali sono legati ancora al regime nazista, persone crudeli che,  nonostante la fine della guerra, vogliono il riscatto, la vendetta. Leopold, pur cercando di non immischiarsi in queste faccende, dovrà fare i conti con I lupi Mannari, un gruppo terroristico che ha come obiettivo la resistenza contro gli americani.

Con una brillante regia dai toni cupi, quasi mistici, Trier cattura lo spettatore con le sue inquadrature deformanti e surreali, come lo era il periodo post guerra in tutto il territorio tedesco, ancora affamato di vendetta. Bravo l’attore  Jean-Marc Barr, fino all’ultimo fotogramma molto incisivo nelle scene più emozionanti, finale compreso.

  • Festival di Cannes 1991: Premio della giuria, Premio per il contributo artistico, Grand Prix tecnico
  • 7 Premi Robert 1992: miglior film, miglior fotografia, miglior montaggio, miglior scenografia, miglior musica, miglior sonoro e migliori effetti speciali
  • Sitges: miglior film
Voto:

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