Milano 17 – Everybody in Our Family- Toată lumea din familia noastră (2012)

19/02/2014 by Michela D'Onofrio
2012, Drammatico, Film Europei, Milano Film Festival, Olanda, Recensioni, Romania, Speciale festival di... divider image
Everybody in Our Family- Toată lumea din familia noastră (2012)

Qual è il fondamento della legge? E’ la legge stessa, risponderebbe Montaigne.

La legge non è stata particolarmente gentile con Marius che, dopo il divorzio con l’ex-moglie Otilia, fatica a mantenere frequenti i rapporti con sua figlia Sofia. Ebbene quest’oggi il papà potrà svegliarsi più serenamente perché, dopo tanto tempo, avrà la possibilità di fare le valigie per trascorrere dei giorni felici al mare assieme alla sua bambina. Quanto prospettato potrebbe essere l’inizio di un piacevole racconto eppure, arrivato a casa di Sofia, Marius è accolto da una spiacevole notizia: sua nonna e l’attuale compagno di Otilia lo informano che la bambina ha avuto la febbre e, se Marius vorrà partire per la vacanza, dovrà aspettare il lasciapassare della madre (il genitore affidatario) che però momentaneamente è fuori casa.

Sin da subito Everybody in Our Family non perde tempo per catapultare lo spettatore nelle tipiche dinamiche familiari: la lunga attesa a cui il protagonista e gli altri personaggi sono sottoposti provoca un irrigidimento della struttura narrativa, l’aria si fa sempre più pesante, l’ingiustizia che Marius somatizza è una miccia nel petto che rischia di prendere fuoco da un momento all’altro. Questi primi sviluppi non sono nient’altro che una fase di riscaldamento preparatoria al vero match: con l’arrivo della madre il quadro conflittuale si completa e, attimo dopo attimo, il film si accortaccia su se stesso, convertendo la comunicazione in grida, le carezze in violenza, i sentimenti in atti psicotici. La situazione degenera in un’esplosione che resta forzatamente contratta tra le quattro mura della casa, palcoscenico in cui si alternano scenette estremamente aggressive e altrettante delicate e commoventi. Milano Film Festival - 17 Edizione

Nonostante i continui stacchi di telecamera, la tensione che pervade la scena non abbandona lo spettatore e il fatto che la pellicola sia priva di una qualsiasi colonna sonora di certo non allieva l’angoscia da cui si è pervasi. Il ritmo stressante ad andamento esponenziale lascia pochi attimi per riprendere fiato, attimi in cui comunque la razionalità dei nostri cinque personaggi non riesce a prevalere sulla loro incontrastabile emotività. Nemmeno nel finale si scorge un arresto dall’inquietudine accumulatasi via via.

Il messaggio che probabilmente il regista Radu Jude vuole mandare allo spettatore è che in poco meno di un’ora e mezza  egli non ha assistito ad una storia dove ci sono buoni o cattivi, ma piuttosto ad un film che si vuole fare rappresentazione di una molteplicità di stati d’animo esasperati, che si scontrano di continuo senza mai toccarsi veramente.

Voto:4 stellestella

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