Forza maggiore (2014)

13/04/2016 by Renato Volpone
2014, Commedia, Danimarca, Drammatico, Film Europei, Francia, Norvegia, Recensioni, Svezia divider image
Forza maggiore (2014)

Ruben Östlund semplifica le dinamiche della separazione e le fa vivere allo spettatore nello spazio di sei giorni.

Siamo in alta montagna, nei titoli di coda appare la Val Venosta, ma la località non è facilmente individuabile, Tomas e Ebba sono in vacanza per una settimana con i figli Vera e Harry. Foto di gruppo, ma già dall’incipit si percepisce un certo distacco nella coppia, distacco che si acuirà, come la tensione, lungo tutto il film. Il pretesto che scatena la discussione è una valanga che avrebbe potuto travolgere la famiglia e Tomas che scappa lasciando indietro moglie e figli. Non c’è possibilità di riscatto, neanche con il sacrificio della propria vita, ma il regista indugia nel crollo della coppia. Le dinamiche di una separazione, che generalmente sorgono all’oscuro di tutti segretamente tra i coniugi, qui si materializzano nel pubblico ludibrio di Tomas da parte di Ebba, impietoso quanto feroce. Lui da codardo diventa vittima.

I dialoghi sono lenti e pesanti e culminano con uno straziante abbraccio dei bambini in lacrime. Il doppiaggio è inaudibile, a tratti le voci e le scene camminano su due binari diversi, e nel complesso tolgono tutto il senso al film che è basato esclusivamente sulla recitazione e sull’espressività degli attori. I doppiatori “leggono” e appesantiscono un film eccessivamente lungo. L’unico sollievo sono le inquadrature meravigliose e gli scenari della montagna. Östlund vuole raccontare il disagio della donna moderna di fronte all’inutilità del maschio del quale ne castra ogni virtù, capace solo di reagire a comando, ma non autosufficiente. Un cellulare vale più della famiglia. Ma anche il dramma tutto femminile dimentica i figli e fugge in solitarie sciate. Forse che il problema sia una famiglia che “non c’è”? Solo un ragazzo di vent’anni può correre in aiuto da un punto di vista post adolescenziale, ma alla fine il regista non offre nessuna soluzione.

Nel silenzio della montagna la solitudine dei componenti della famiglia si nasconde dietro a fotografie patinate dove i sorrisi sono indotti e giace sotto una coltre pesante che neanche una valanga potrebbe spazzare via.

Voto:2-stelle

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