Venezia 70 – Gerontophilia (2013)

19/11/2014 by Roberto Matteucci
2013, Canada, Commedia, Film Americani, Mostra del cinema di Venezia, Recensioni, Romantico, Speciale festival di... divider image
Gerontophilia (2013)

“Taccheggiare è rivoluzionario.”

Bruce La Bruce è un autore di notevole determinazione. Ha elaborato opere di valore affrontando apertamente degli ostacoli complicati, impegnandosi a determinare un pensiero anticonformista. A Venezia presenta una pellicola divertente e alternativa Gerontophilia. La storia narra dell’amore di un ragazzo per un ottantenne. Sembra un argomento controverso, eppure è proprio nel soggetto la manchevolezza di Bruce La Bruce. Incredibilmente gli manca il coraggio, l’audacia di affrontare un tema spinoso come normale. Per l’autore la gerontofilia è un feticismo. Il bellissimo attore canadese Pier-Gabriel Lajoie in un’intervista racconta: Lei come definirebbe la gerontofilia: una perversione, una malattia, feticismo?

«Feticismo, di sicuro. Ma sono convinto che tra questi due uomini ci sia del sentimento vero. È stato molto toccante interpretare Lake».

Ma è vero che ha chiesto a la Bruce che cosa fosse il festicismo? «Oh sì, ho dovuto informarmi (ride)».

(www.vanityfair.it/show/cinema/13/08/29/festival-di-venezia-2013-gerontophilia-attore-pattinson)

rendendo innaturale un amore. Nel capitolo intestato “SOSTITUTI INADEGUATI DELL’OGGETTO SESSUALE; IL FETICISMO”  – nel libro Tre saggi sulla teoria sessuale di Sigmund Freud – forse potremmo non interpretare la gerontofilia come un feticcio: “Il sostituto per l’oggetto sessuale è una parte del corpo in generale assai poco appropriata per gli scopi sessuali (il piede, i capelli), o un oggetto inanimato che sia in evidente relazione con la persona sessuale, ancor meglio con la sua sessualità (capi di vestiario, biancheria). Questo sostituto viene non a torto paragonato con il feticcio, nel quale il selvaggio vede incarnato il suo dio.” (Sigmund Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale, Bollati Boringhieri, Torino, Prima edizione 1975, Ristampa maggio 2010)

Un attempato pensionato non è un piede o dei capelli. Non è neppure un oggetto inanimato perché respira e, nonostante l’età, è in grado di amare. Usciti da questa contorsione, il film è bello, piacevole, allegro, benché il fondo triste. Il diciottenne Lake ha una fidanzata stravagante Desiree. Essa è una vera feticista. Nella prima scena si accoppiano e la ragazza si eccita citando i nomi di donne rivoluzionarie. “Io sono la rivoluzionaria e tu il santo” afferma al ragazzo. Infatti, Lake è tranquillo, pacifico, dolce, mentre essa è fuori di testa. Lake è un ragazzo normale, come tanti, corre con lo skateboard, litiga con la madre, eppure qualcosa lo stranisce. Lake guarda con voluttà l’attempato volontario aiutare i bambini nell’attraversamento della strada sulle strisce pedonali. Ha un lavoro di salvataggio in una piscina. Un anziano si sente male nella vasca. Egli si getta per salvarlo, lo trascina fuori dall’acqua e inizia la respirazione bocca a bocca. Baciare il vecchio lo eccita e dal costume, due ragazzine, si accorgono della virile erezione del ragazzo. Vive solo con la madre, con la quale ha sicuramente un complesso rapporto edipico. È geloso dell’amante della donna ed essa lo rimprovera per la sua noncuranza: “Tutto il giorno a leggere libri. Non sono un po’ superati.” Accetta di andare a lavorare come infermiere oss in una casa di cura per anziani. Per Lake è scoprire il paradiso. Il bel ragazzo, con una catenina con la croce, accompagnato da una musica eccitante lava i corpi piegati e pieni di rughe: “Qualcuno deve pur farlo”, ma si accorge della nuova consapevolezza nata al suo interno. Gli piacciono i vecchi e inizia a sollazzarli. Ricoverato c’è Mr. Peabody, un gay old-fashion, un po’ prima donna, con un’esperienza teatrale. Indossa vestaglie molto colorate e ha un atteggiamento frivolo. Con Lake inizia una profonda amicizia, con intensa complicità. Il ragazzo s’innamora. Se il soggetto può avere delle lacune, la sceneggiatura è ben scritta, con personaggi dettagliati e brillanti. Lake è ben delineato e la sua ragazza lo completa. Desiree è allegra, spiritosa, simpatica. È la teorica, accetta la scelta di Lake e ne scandisce il significato: “Tu lotti contro la natura stessa.” C’è pure una denuncia sul trattamento dei degenti nelle case di riposo, soggiogati con un’abbondante quantità di medicinali.Venezia70

Il film è bello, spensierato, dolce, sentimentale. Girato con tanta devozione al tema, raggiunge un tono romantico quando Lake prende le pillole di Mr. Peabody ed entra in un sogno con musica paradisiaca. C’è una colonna sonora costante, il desiderio di deformare l’immagine, l’impiego dei ralenti, di primi piano per esaltare l’erotismo, smorfie ineseguibili per una deformazione del corpo del giovane attore. A differenza delle altre opere, il regista evita il sesso esplicito, ed è un merito perché ci concentriamo sulla storia. Il regista azzarda l’impossibile con la convinzione di un amore unilaterale. Mr. Peabody non è innamorato, forse l’incombente senso della morte gli impedisce di vivere l’affetto come una liberazione. Si fa corteggiare da altri giovani, scatenando la reazione gelosa di Lake: scaraventa una torta addosso a uno spasimante. Sono belle le scene di Lake con la fidanzata, perché Desiree è meravigliosamente pazza. I dialoghi delirano: il giovane attacca la giornalista canadese Naomi Klein, idolo della fidanzata, la quale dovrebbe incontrarla a breve.  Egli la provoca, se No logo è contro il logo, ora che No logo è diventato un logo, dovrebbe essere contro se stesso? L’amore fra un giovane e una persona anziana è normalità?

Dal delizioso film l’autore ci mostra l’amore come spontaneità. La sceneggiatura è ottima. Nella pellicola c’è la battuta più spassosa ascoltata al festival di quest’anno. Un altro dialogo fra Lake e la fidanzata:

 “Penso di essere un feticista.” “Tipo leather?” “Non così brutto.”

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