Grand Budapest Hotel (2014)

18/04/2014 by Renato Volpone
2014, Commedia, Film Americani, Film Europei, Germania, In uscita in Italia, Recensioni, Stati Uniti divider image
Grand Budapest Hotel (2014)

Wes Anderson, che ci aveva stregati con Moonrise Kingdom, torna a raccontare un’altra storia con lo stesso solenne incedere.

Il ritmo resta il filo conduttore del film, che questa volta si sviluppa su di un tema giallo-noir. Affascinati dalla maestosità del Grand Budapest Hotel, dai  suoi lunghi corridoi, dalle sale lussuose e dalla magica atmosfera facciamo subito conoscenza con Monsieur Gustave che tutto dirige con maestria e fascino. A lui si affianca da subito il piccolo “Zero”, giovane apprendista tuttofare che diventerà il suo “Passpartout” in una avventura ai limiti del surreale. In una sequenza forse troppo veloce di accadimenti  i nostri due personaggi si sostengono a vicenda in una rocambolesca fuga che ricorda molto la vivace agitazione dei primi film muti. La trama è semplice e complessa allo stesso tempo, la ricchissima Madame D. muore, probabilmente uccisa, innescando una lotta intestina tra gli eredi e il povero Monsieur Gustave cui viene lasciato un quadro di valore inestimabile. Gli intrecci del racconto sono ingarbugliati e lasciano lo spettatore smarrito di fronte a logorroiche conversazioni che non lasciano respiro se non nel più lento e sereno finale.

Il film, si scopre dai titoli di coda, è dedicato allo scrittore ebreo Stefan Zweig i cui libri furono mandati al rogo dal regime nazista, così lo scenario prende una piega politico-filosofica, ma è troppo tardi per farne una rilettura, ma viene a mancare il coraggio di rivedere la proiezione.

Voto:2-stelle

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