Hannah Arendt (2012)

05/02/2014 by Renato Volpone
2012, Biografia, Drammatico, Film Asiatici, Film Europei, Francia, Germania, In uscita in Italia, Israele, Lussemburgo, Recensioni divider image
Hannah Arendt (2012)

Merita ben più di cinque stelle questo film di Margarethe Von Trotta che racconta la vita e  il pensiero filosofico di Hanna Arendt.

Una magistrale interpretazione di Barbara Sukowa ci conduce in quel tratto di vita della Arendt che la vide protagonista come cronista al processo del criminale nazista Adolf Eichmann. Eichmann venne rapito dai servizi segreti israeliani a Buenos Aires e processato e condannato a Gerusalemme. La Arendt non prese le difese dell’imputato, ma contestò la capacità di libero pensiero dello stesso mentre era agli ordini del terzo reich. In una serie di articoli apparsi sul New Yorker ed in un libro spiegò come il comandante nazista non fosse una incarnazione demoniaca, ma semplicemente un essere incapace di pensare: di fatto egli non fece direttamente del male agli ebrei, ma sull’onda di una generale volontà obbedì pedissequamente agli ordini impartiti. Si trattava di un uomo “terribilmente normale”, come ce ne sono tanti, che per mancanza di idee era incapace di esprimere un proprio pensiero e di esternarlo agli altri. La Arendt, con coscienza razionale, sentite le deposizioni dei testimoni ebrei, puntò anche il dito contro i Capi Ebrei che, con il loro comportamento accondiscesero di fatto all’ascesa al potere dei nazisti. Fortemente osteggiata dalla comunità ebraica la filosofa spiegò pubblicamente ai proprio studenti le motivazioni del suo pensiero e descrisse accuratamente come il male sia “banale” ed estremo a differenza del bene che può essere profondo e radicale. Eichmann era stato spogliato del suo “essere persona”  e, quindi, privo di radici e di memoria diventava banale esecutore di ordini pur nella consapevolezza degli orrori ai quali questi conducevano. Profondamente socratica, la Arendt afferma nel film di non aver mai amato un popolo, ma solo i suoi amici, dimostrando con ciò quanto universale e coerente fosse il suo pensiero.

Il film in lingua originale è parlato in inglese, tedesco e ebraico, ed è fortemente coinvolgente. Prepara lo spettatore ad un profondo esame introspettivo partendo dal concetto di “egoismo” per arrivare alla capacità di manipolazione delle masse e del loro pensiero, quando queste sono private della “conoscenza” e della capacità di discernere. Il concetto espresso dal film e dal pensiero della filosofa è fortemente attuale e merita una profonda riflessione sul significato della “memoria” e della “responsabilità” (anche la chiesa cattolica viene accusata di aver fatto fuggire i criminali nazisti in Sudamerica). In particolare il mancato uso del coraggio per difendere la libertà e la democrazia chinando il capo di fronte ad ogni sopruso per un proprio egoistico “speriamo che io me la cavi”.

Film assolutamente da vedere e da rivedere e che non annoierà mai, anche perché non è solo introspettivo, ma anche ironico e divertente.

Voto:4.5 stelle

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