Haunters (2010)

08/02/2012 by Maurizio
2010, Corea del Sud, Film Asiatici, Gli esordi alla regia, Recensioni divider image
Haunters (2010)

Supereroi umani si vedono nel primo film di Min-suk Kim, il regista sudcoreano che ha stupito tutti con il suo Haunters, dopo aver collaborato alla sceneggiatura di Il buono, il Matto e il Cattivo di Jee-woon Kim. Raggiungendo la prima posizione ai box office in Corea del Sud, il film è stato il 23° maggior incasso nel proprio Paese di tutti i tempi, esempio lampante di come il genere fantasy-thriller non sia ancora dimenticato dal grande pubblico, nonostante la saga dei personaggi con superpoteri sia stata vista un’infinità di volte.

Probabilmente la caratterizzazione maggiore rispetto ai lavori simili sta nel fatto che i protagonisti siano due ragazzi all’apparenza normali, ma che nascondono poteri magici soprannaturali. Parliamo di Cho-In, un bambino con una gamba di legno che con lo sguardo riesce a comandare le menti degli altri, ipnotizzando i malcapitati che passano sotto il suo volto devastante. Dopo circa vent’anni, Cho-In usufruisce della sua magia compiendo rapine per vivere, con la complicità di quei poveri sprovveduti che diventano suoi schiavi incoscienti. Capita il momento in cui il furto avviene in un banco di pegni dove lavora Kyu-Nam, un ragazzo sopravissuto miracolosamente ad un incidente e che il caso vuole sia stato assunto quel maledetto giorno. Tutti sono ipnotizzati, immobili contro la propria volontà, incapaci di intendere, tranne uno che si accorge di essere immune, Kyu-Nam, quel tipo dal viso da bravo ragazzo che affamato di vendetta (durante la rapina Cho-In uccide il titolare del banco) darà l’inizio ad uno scontro tra supereroi, accorgendosi che oltre ad essere salvo dagli occhi sensitivi dello “zoppo”, è capace di guarire velocemente da lesioni gravissime.

Grazie ad una colonna sonora che marca profondamente la storia con la sua musica originalissima, Min-suk Kim riesce ad incollare sulla poltrona anche coloro che non amano questo genere di lavoro, grazie alla grande ironia che hanno i personaggi principali del film. Quest’ultimi secondo gli standard cinematografici rappresentano il Bene e il Male in un contesto contemporaneo, per certi versi molto grottesco per essere una produzione classificata come thriller che sconfina nella paranormale. In futuro sentiremo sicuramente parlare di questo giovane regista, il quale sta già scrivendo la sceneggiatura di un suo prossimo lavoro dall’atmosfera molto simile a quella di Haunters. Peccato solamente per l’ultima scena un pò troppo commerciale e superflua. Ancora sconosociuta la sua data di uscita in Italia, se mai sarà proiettato nelle nostre sale. Nel frattempo sottotitoli italiani!

Voto:

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