Headhunters (2011)

18/01/2012 by Maurizio
2011, Azione, Crimine, Film Europei, Norvegia, Recensioni, Thriller divider image
Headhunters (2011)

Morten  Tyldum è un regista che apparentemente risulta sconosciuto al grande pubblico, ma che ultimamente, grazie al suo brillante Headhunters, è stato in grado di portare ad alti livelli il suo Paese nativo, la Norvegia. Vincitore di vari premi internazionali, tra cui il Cortina Festival, il film a detta di molti risulta essere uno dei miglior thriller dell’anno, grazie ai numerosi colpi di scena che ben caratterizzano il suo stile filo hollywoodiano (potrebbe essere possibile un suo remake americano).

Il protagonista è l’attore Aksel Nennie, nei panni di Roger Brown, un abile selezionatore di dirigenti per aziende importanti, quindi un uomo di alto livello, ricco, con accanto Diana, la sua graziosa compagna dai capelli biondi e dall’altezza che può mettere a disagio l’uomo di media statura (tipica stangona nordica per intenderci). Roger non è soddisfatto dei suoi importanti introiti, nonostante egli viva in una lussiosa casa di alto design, quindi per arrotondare si è specializzato nel rubare opere d’arte. Un giorno Diana gli presenta Clas Greve, un uomo dall’aspetto affascinante che si propone come dirigente di un importante azienda. Clas possiede un Rubens in casa, quindi è l’occasione giusta per assumerlo e conoscere ogni dettaglio sulla sua vita. Il problema è che Clas è più di un manager arrivato dall’Olanda in cerca di lavoro, l’uomo dagli occhi irresistibili è un ex militare che sa troppe cose su Roger,di conseguenza  avviene il rovesciamento delle situazioni che portano a inevitabili interrogativi sulle persone che circondano il bravo selezionatore di talenti. Roger si sente in trappola da chi lo ama, dai suoi amici, dalla sua amante.

Headhunters raccoglie critiche positive grazie ai suoi continui ribaltamenti di scena, alle ottime inquadrature di Tyldum e soprattutto alla tensione che subisce il protagonista, all’improvviso rimasto coinvolto in un tragico e drammatico mistero. Forse alcune scene possono risultare inverosimili, come la caduta in un burrone di un auto dopo uno schianto con un tir, in cui Roger riesce ad uscire dalla carcassa di lamiere e scappare con le sue gambe. Dettagli che a mio giudizio non pregiudicano il voto finale del film, se si pensa ai vari lavori usciti negli Stati Uniti che sono sicuramente peggiori e mal recitati.

E’ possibile una sua distribuzione in Italia, visto il suo genere commerciale che può andare bene a coloro che vogliono incassare ai botteghini. Nel frattempo sottotitoli in inglese.

Voto:

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