Hesher è Stato Qui! (2010)

06/09/2012 by Stefania Sarrubba
2010, Drammatico, Gli esordi alla regia, Recensioni divider image
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Appena due mesi dopo l’incidente stradale in cui ha perso la madre, TJ (Devin Brochu) vive con padre barbuto e depresso (Rainn Wilson) e nonna paziente (Piper Laurie) in una casetta in periferia. Non ha amici, non è particolarmente brillante a scuola, è un ragazzino piuttosto tranquillo che non sa bene come affrontare la situazione nè come sfondare il muro di incomunicabilità creatosi con suo padre. Trascorre il tempo in bici tra quartieri residenziali e squallidi parcheggi, con il pensiero fisso sulla vecchia automobile di famiglia, ormai distrutta e destinata allo sfasciacarrozze, eppure unico legame con la vita familiare di un tempo.
Le premesse per un piccolo dramma stucchevole sull’elaborazione del lutto, tema decisamente non nuovo, ci sono tutte. Ma vengono disattese in brevissimo tempo, perché a sconvolgere ancor di più ogni dinamica familiare irrompe letteralmente Hesher, interpretato da un Joseph Gordon-Levitt che se potesse prenderebbe a calci il suo Tom di (500) giorni insieme. Di lui si sa poco o nulla. Capelli lunghi, tatuaggi, una chitarra elettrica e un furgone nero, decide arbitrariamente di stabilirsi a casa di TJ. Tra storielle volgari con improbabile morale e piccoli atti di vandalismo, diviene una presenza fissa, quasi uno della famiglia, in un momento in cui nessuno sembra avere la forza per domandarsi chi sia o cosa voglia.

Presentato al Sundance Film Festival nel 2010 e distribuito nelle sale italiane nel 2012, Hesher è stato qui! è l’opera di debutto di Spencer Susser, prodotta, tra gli altri, dalla stessa Natalie Portman presente nel film. Si è alle prese con una storia decisamente poco politically correct incentrata sulla perdita. E non soltanto su quella di persone care, ma anche, e forse maggiormente, sulla mancanza di prospettive per il futuro.
In effetti, tutti i personaggi principali sperimentano il senso di vuoto e l’atteggiamento passivo dovuti alla consapevolezza di non avere una via d’uscita. A loro si aggiunge Nicole (la Portman), cassiera di un supermarket che a malapena riesce a pagare l’affitto. Sarà lei a stringere con TJ, che ne è infatuato, un’amicizia dettata dalla solitudine e dalle circostanze. Al contrario di Hesher, che amico di TJ non lo sarà mai. Refrattario a qualsiasi tipo di legame, riuscirà in qualche modo a unire una famiglia che pareva sul punto di sgretolarsi, mantenendo tuttavia con TJ una relazione quasi antagonistica. Hesher non fa sconti a nessuno, neppure a TJ, che, ancora una volta e proprio grazie a questo, imparerà che il mondo può essere duro. E c’è qualcosa di profondamente disperato nell’interpretazione di Devin Brochu che mostra quanto sia ingiusto scoprirlo così presto.

Rabbia e sofferenza, con i Metallica a fare da colonna sonora, in un mix instabile che mai probabilmente sarebbe venuto fuori senza Hesher. Quest’ultimo è starter di sentimenti che sono spesso negativi, ma che rappresentano pur sempre per TJ un’alternativa all’apatia del padre, travestita da dolore compito.
Gli insulti che il ragazzino urla a pieni polmoni vanno ben oltre i suoi familiari, Hesher o il bullo Dustin che lo tormenta, ma sono veri e propri pugni in faccia alla vita, in un tentativo di restituirle quelli che lei stessa ha sferrato.

Voto:

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