Torino 30 – Holy motors (2012)

07/12/2012 by Luca
2012, Cannes Film Festival, Drammatico, Film Europei, Francia, Germania, Recensioni, Sci-Fi, Speciale festival di..., Torino Film Festival divider image
Holy Motors (2012)

Di fronte a film come Holy motors la capacità d’interpretazione viene meno, e le descrizioni non possono che ridurre quello che viene effettivamente trasmesso dal film: come un quadro astratto si può vedere la bellezza esteriore, ma si ha la netta sensazione che c’è qualcosa d’impalpabile dietro, qualcosa di affascinante ed interessante come può essere la vita; come pezzi di un puzzle sparsi sul tavolo, si può intuire il disegno, ma non nella sua interezza.

Il protagonista, Oscar (Denis Lavant), è un attore, ma di un tipo speciale: al mattino viene prelevato da una limousine e gli vengono assegnati dei compiti, ognuno dei quali svelato al termine del precedente; questi compiti consistono nel diventare qualcun altro (o qualcun’altra) ed interpretare una scena, che sia una vecchia mendicante, un banchiere, un folletto, un padre di famiglia, un vecchio morente.

Il film segue 24 ore di Oscar, in un susseguirsi di episodi tutti diversi, toccanti o disturbanti, divertenti e sorprendenti: l’uomo agisce ogni volta in un contesto diverso della città di Parigi, ed ogni volta si trasforma, muta letteralmente, e viene riconosciuto come se fosse effettivamente il personaggio di turno; ama, uccide e viene ucciso, e per il compito successivo è sano come un pesce.

Un episodio su tutti: il folletto Mr. Merde (già visto in uno degli episodi del film corale Tokyo) crea disordine in un cimitero, rapisce Eva Mendes che sta facendo un servizio fotografico, la porta nelle fogne, le crea un burka con i suoi (pochi) vestiti, poi si spoglia tutto nudo, si accende una sigaretta e le mangia i capelli; surreale, disturbante, visionario.

Come anticipato, l’ultimo film Leos Carax, presentato a Cannes 2012 e recentemente al 30° Torino Film Festival, non è da capire, ci si deve solo abbandonare alla narrazione non lineare; il regista non spiega il perché del lavoro dell’uomo, se è un attore dove sono le telecamere, chi è il pubblico?

«La bellezza? Si dice che è nell’occhio, nell’occhio di chi guarda.»
«E se non c’è più nessuno a guardare?»

Holy motors è una dichiarazione d’amore per il Cinema, è la sua essenza, che intrattiene, fa sognare e fa porre domande; un agglomerato di generi, drammatico, fantasy, thriller, diversi eppure con in condivisione lo stile che Carax dà alla pellicola, una Visione pura che diventa Cinema, nella sua accezione più alta.

Holy motors è un film sulla Vita, come un susseguirsi di ruoli e maschere,  un mondo in cui tutta la realtà è virtuale e ogni vita è una pantomima tale da perdere la percezione del proprio vero volto, confondendo se stessi con l’altro, uccidendolo per poi trasformarsi in lui.

Non è un film per tutti, sicuramente chi è abituato alle trame lineari non lo apprezza, anzi lo si può definire nella categoria ‘o si odia o si ama’. Come molti film visionari con una trama complessa (vedi Mr. Nobody), non ha ancora trovato qualcuno in Italia che lo voglia distribuire, ma è facilmente recuperabile in rete. Per chi volesse saperne di più, il sito dei Cineuforici gli ha dedicato un’analisi approfondita.

  • Cannes Film Festival 2012: premio della giuria giovane;

Voto: 

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