Hungry Hearts (2014)

25/03/2015 by Renato Volpone
2014, Drammatico, Film Europei, Italia, Recensioni, Thriller divider image
Hungry Hearts (2014)

Un altro soggetto difficile per Saverio Costanzo. Hungry Hearts è un titolo che lascia aperte molte possibilità, così come il film, dove lo spettatore può trovare diverse e fondate ragioni morali.

Il racconto nasce da una splendida e fortuita storia d’amore che muta con l’arrivo di un figlio non condiviso, ma imposto dalla superiorità fisica del maschio. Mina è una ragazza gracile e delicata, ma non sprovveduta. La maternità le cambia la vita e la trasporta in un mondo parallelo dove la storia d’amore si trasforma in una sorta di incubo. L’attenzione passa dalla coppia al bambino e alle sue necessità. Un bambino che nasce in una città sporca e inquinata, fredda e piovosa. Un bambino “indaco”, dotato di tratti e capacità speciali, quasi soprannaturali. Un concetto espresso dalla subcultura New Age qui rappresentata solo dal volto e dalle labbra di una donna che con un solo accenno tra lo sciamanico e lo psichiatrico fa vacillare le certezze della ragazza gettandola in un mondo scomodo e impuro. Il bambino deve crescere incontaminato, nutrito di soli vegetali coltivati in una serra fatta in casa, quasi che questa possa essere immune dall’impurità dell’aria esterna. Lontano da antibiotici, anti – bio, contro la vita, perché il mondo è veleno e sofferenza. Adam Driver e Alba Rohrwacher sono perfetti nei loro ruoli, lui così grande e protettivo, quasi ingenuo, ma buono e delicato, lei fragile, introversa, sofferente come non mai, in un crescendo di follia che non si comprende quanto sia giusta o ingrata. Nel mezzo una madre piena di certezze che rappresenta la solidità della società, la certezza della giustizia. L’interrogativo sul bene sociale del progresso e con esso della modifica genetica degli elementi naturali qui diviene forte, invadente, per quanto possano influire sulla vita di ciascuno di noi. Eppure siamo tutti cresciuti sani e forti. Inquadrature ravvicinate che a tratti si trasformano in vertigini.

Una casa piccola, troppo raccolta, quasi un nido a confronto della grande casa padronale dove tutto è solido e perfetto. Al di fuori, parallelo scorre il mondo della medicina ad un tempo consapevole e colpevole a tratti impotente o troppo indifferente. Il racconto diventa ancora più drammatico poiché il bambino, trattato come un pacco postale, è vittima inconsapevole di due fazioni pronte a proteggerlo quanto a difendere il proprio ego, ma entrambe colpevoli e aggressive, dove la ragione non sposta i pesi sulla bilancia, troppo equilibrati, quasi a rappresentare un futuro senza via di uscita. Visto in lingua originale

Voto:3 stelle

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