I love you like a Twist (2012)

10/12/2011 by Maurizio
2012, Avventura, Cinema indipendente, Film Europei, Horror, Italia, Recensioni divider image
I Love You Like a Twist (2011)

I love you like a Twist di Lorenzo Lepori, è un lungometraggio che si deve vedere con un occhio critico che si distacca dai soliti toni cinematografici. Se ci si avvicina sperando di trovare una recitazione professionale all’interno di una trama dai mille colpi di scena, allora non è il caso che vi soffermiate su questo lavoro. Se invece volete godervi una divertente e grottesca storia, dove i protagonisti sono ragazzi letteramente “fumati”, allora I love you like a Twist è quello che fa per voi. Girato in bianco e nero con dialoghi lunghi che ben ricordano Pulp Fiction, Lepori, dopo il mediometraggio Cinque Cerchi Roventi, cambia genere e trasmette al pubblico quel divertimento che distrae, attraverso i suoi personaggi che talvolta peccano in una recitazione amatoriale, fatta eccezione per il protagonista del film, Dino Strano, ottimamente interpretato da Pio Bisanti.

Dino, un criminale evaso dal carcere, cerca di vendicarsi di Gianni, il fratello che lo ha tradito dopo una rapina. Chiede aiuto ai suoi amici Charlie (Stefano Boni), George (Andrea Di Vita) e Roberto (Roberto Cardelli), i quali devono portare un pacco dal contenuto misterioso presso una villa sperduta. Quando i tre ragazzi scoprono cosa realmente si nasconde dentro al contenitore, per loro saranno guai, specialmente quando ad accoglierli ci saranno un gruppo di pazzoidi che trovano in Satana la loro guida spirituale.

Lepori mescola il genere Tarantino con gli horror movie del dopoguerra, ottenendo quel brio che diverte spassosamente senza puntare sulla qualità di alcune scene, che come citato prima, potevano essere girate più professionalmente. Se nella prima parte I love you like a Twist parte lentamente con parecchi dialoghi forse eccessivi, nel secondo tempo la violenza prende il sopravvento con parecchie sparatorie che sono la base della storia, scritta dallo stesso regista assieme alla sceneggiatrice Valentina Vannelli. Da citare infine le musiche originali (forse eccessive e superflue in alcune scene) di Diego Perone. Ringraziando Lepori per la sua disponibilità, cogliamo l’occasione di salutarlo, sperando di essere stati costruttivi nella nostra onesta recensione.

Voto:




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