Il fondamentalista riluttante (2012)

08/08/2013 by Renato Volpone
2013, Film Americani, Film Asiatici, Film Europei, Gran Bretagna, Qatar, Recensioni, Stati Uniti, Thriller divider image
Il fondamentalista riluttante (2012)

Chi può ergersi a giudice e formulare sentenze sul significato e sui valori della democrazia? “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, questa è la morale che piano piano emerge dal racconto di Changez. L’analisi che il giovane pakistano fa della sua vita e della sua ascesa sociale è agghiacciante perché metafora di una società di giovani rampanti che credono di trovare nel successo la strada per una esistenza ricca e giusta, ma quel successo nasce sulle ceneri della “poesia” e con essa sembra declinare un mondo dove non c’è scampo, dove i preconcetti immancabilmente fanno credere a ciò che realmente non esiste: i valori cambiano come il riflesso del sole sull’acqua e si disperdono in onde violente che distruggono ogni ramoscello che fiorisce saggezza.

L’invito è a guardassi indietro, ritrovare le origini, le cose buone e giuste: nemmeno la morte violenta deve scalfire la speranza di un futuro migliore. In un mondo fatto di egoismo non c’è perdono, non c’è emozione, neanche quelle della giovane Erica che sembra sentimento sincero altro non è che lo specchio del suo misurato egoismo. Si esce dal film frastornati, quasi passati per le perquisizioni che Changez ha voluto unire, umiliati, con la forza che manca per ribellati e seminare quel piccolo orto di pace planetaria. Musiche bellissime si affacciano sui tetti della cultura e tra le vetrate di palazzi immensi. Un gioco per Mira Nair che fa centro con un piccolo capolavoro. Unica pecca: la realtà non è così ” buona “.

Voto: 4 stelle

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