Il grande quaderno (2013)

11/09/2015 by Renato Volpone
2013, Austria, Drammatico, Film Europei, Francia, Germania, Guerra, Recensioni, Ungheria divider image
Il grande quaderno (2013)

Dopo aver visto questo film non si può resistere alla tentazione di andare subito a comprare il libro omonimo da cui è tratto, scritto nel 1986 da Ágota Kristóf, al quale sono seguiti i romanzi “La prova” del 1988 e “La terza menzogna” del 1991 a formare quella che viene definita la “Trilogia della città di K”.

Il film, infatti, è dedicato ad Ágota Kristóf. Nella sua trasposizione János Szász apre gli occhi di due bambini gemelli sulla perversione umana, in tutte le sue forme.

Siamo agli inizi del 1944 quando imperversa la guerra in tutto il suo grigiore. Una donna col marito militare decidono di portare i due ragazzi dalla madre di lei, con la quale non parlava da vent’anni. I ragazzi vengono abbandonati nelle mani di questa vecchia balorda, cattiva e corpulenta, che li picchia e li riempie di insulti, con la speranza che un giorno torneranno a riprenderli. Nelle loro mani un quaderno sul quale il padre gli ha chiede di scrivere ogni cosa che accada loro. Il quaderno diventa così la finestra dalla quale il lettore o lo spettatore si affacciano per guardare con gli occhi dell’innocenza il dispiegarsi delle più disgustose perversioni umane. Perversioni naturali, che nella guerra si nascondono e vengono quasi difese come un male minore. Ma i due ragazzini devono affrontare il dolore fisico e la sofferenza dell’anima nella scoperta di questo universo umano. Si sottopongono a prove crudeli per poter sopravvivere e così facendo portano nell’animo di chi guarda il malanimo della vendetta per la difesa dell’innocenza.

Lo smarrimento dello spettatore è totale, le carte si capovolgono, gli innocenti diventano colpevoli e i colpevoli innocenti. La crudeltà si dispiega in tutte le sue forme mettendo in dubbio ogni certezza e costringendo la coscienza di ciascuno a guardare dentro di sè, svuotandola di ogni perversa ipocrisia. Lo spettatore diventa violento, assassino, oppure più semplicemente indifferente al dolore. Fino a distaccarsi dalla realtà come i due ragazzini che cammineranno sopra il proprio destino per raggiungere la libertà, ma quale libertà?

E qui diventa indispensabile correre a leggere i libri. Un capolavoro.

Voto:4.5 stelle

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