Il pasticciere (2012)

11/11/2013 by Renato Volpone
2012, Film Europei, In uscita in Italia, Italia, Recensioni, Thriller divider image
Il pasticciere (2012)

Luigi Sardiello è alla sua seconda opera con questo Il pasticciere: un noir ambientato anche questo, dopo Zoran, il mio nipote scemo in una zona di confine.

Per essere un docente di scrittura creativa Sardiello nella realizzazione di questa sceneggiatura dimentica elementi fondamentali del film giallo e utilizza  dei personaggi secondari mal disegnati, dissemina il racconto di elementi non utili alla storia e fini a se stessi, come pennellate di colore in un cielo grigio, e dimentica di spiegare la logica dei fatti, da ultimo un finale già visto che gli appassionati di cinema riconosceranno al volo in una magica interpretazione di Ilaria Occhini. Lasciando perdere questi particolari e una recitazione che all’inizio sembra un po’ stentata e troppo teatrale, il film prende quasi subito un risvolto interessante sul protagonista e sulla sua personalità, quella dell’uomo comune che si trova invischiato in un gioco più grande di lui. Anche se un po’ slegati fra di loro i personaggi principali emergono con i loro pregi e i loro difetti, tanto che non sarà facile dimenticarseli: Achille Franzi, il pasticciere dall’ordine trovato, che ama la regolarità della lingua tedesca, la bella Angela, segretaria prostituta, un po’ stentorea e inefficace nel suo ruolo, la poliziotta innamorata, splendidamente dolce e intelligente. Achille si trova invischiato in una serie di omicidi, di cui alcuni non si capisce bene come avvengano, tanto che si è indecisi tra l’intenzionalità del gesto o la sua casualità. La filosofia sta nel fatto che “tutto quello che ti capita ha un senso, poi, se non lo capisci, lo puoi chiamare sfortuna o come vuoi tu”. Ad Achille di cose strane ne sono capitate tante nella vita e, come ci spiega il film, tutte avevano un senso. Anche il finale.

Non me la sento di dare tre stelle perché davvero il film pecca troppo spesso di ingenuità, ma invito comunque ad andarlo a vedere perché è un noir vecchio stile che ricorda le pellicole degli anni settanta, e, nonostante tutto, con una buona impronta narrativa, anche se  necessita ancora di un po’ di coraggio e attenzione per mirare più in alto.

Voto:2.5 stelle

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