Cannes 66 – Inside Llewyn Davis (2013)

20/05/2013 by Luca
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Inside-Llewyn-Davis

Ci sono pochi registi rispettati come i Coen che a parte poche eccezioni (vedi Ladykillers) fanno sempre centro, e la loro ultima fatica non è da meno.

Inside Llewyn Davis ci porta nella New York degli anni ’60, l’america è impazzita per la musica folk ed il Greenwich Village è casa per molti artisti tali o presunti. Fra questi c’è Llewyn (Oscar Isaac), un musicista con poca consapevolezza delle proprie potenzialità e ancora meno fortuna; il suo manager Mel non lo paga mai, non ha un appartamento e per dormire passa da un divano all’altro dei suoi amici. Fra questi c’è Jean (Carey Mulligan), compagna del suo amico Jim (Justin Timberlake), che ha appena scoperto di essere incinta (forse di lui), e che lo obbliga a pagargli l’aborto. Llewyn non è così estraneo al successo come possa sembrare, ha già inciso un album di successo in duo con Mike (If I Had Wings), ma ora canta da solo, non apprezza le varianti pop e le occasioni che arrivano da Jim (fantastica Please, Mr. Kennedy), e il suo album solista (Inside Llewyn Davis) non è esattamente una hit.

Il film si apre al Gaslight cafè in cui Llewyn canta un paio di canzoni e poi viene malmenato nel retro del locale da uno sconosciuto senza (apperenti) ragioni se non quella di non rispettare abbastanza il folk cantando come fa sul palco. Il giorno dopo si risveglia sul divano dei Gorfein, suoi amici dell’Upper East Side, e uscendo di casa fa scappare il gatto. Questo è solo l’inizio delle sue disavventure che lo portano ad una serie di incontri stravaganti tra cui Troy, un militare cantante folk di cui Llewyn non capisce il talento, ma che ha appena firmato un grosso contratto a Chicago con Bud Grossman. Tentando la fortuna in cerca di un’audizione con Bud, Llewyn incontra Roland Turner (John Goodman), un arrogante jazzista con autista/badante al seguito (Garret Hedlund). L’Odissea, che ricorda Fratello dove Sei?, lo riporta infine al luogo di partenza e Llewyn si ritroverà a fare i conti la propria frustrazione per una carriera stagnante che ha in sé stesso il più grande ostacolo.

Inside Llewyn Davis si piazza decisamente tra i film in qualche modo minori  dei Coen, siamo più vicini a Barton Fink che a Non è un paese per vecchi sia per intimità che per probabile successo tra il pubblico e anzi potrà piacere a chi ha apprezzato il primo piuttosto che il secondo; ‘minore’ che per i Coen non significa per forza sottotono, anzi: non siamo al livello di capolavori come Fargo o Il grande Lebowski (e probabilmente non lo saremo più), ma il lavoro per ricreare l’atmosfera del Village di inizio anni ’60 e la  colonna sonora sono esemplari, l’empatia verso questo potenziale Bob Dylan è immediata, e i momenti drammatici e comici si fondono armoniosamente.

66°  Festival di Cannes

Ispirato alla figura di Dave van Ronk, musicista folk rimasto nell’ombra, il personaggio di Llewyn mette sotto i riflettori il talento genuino di Oscar Isaac, fin’ora visto in parti secondarie (Drive, Body of lies, Robin Hood), che si prende la maggior parte della scena e lascia poco spazio ai comprimari; Mullingan e Timberlake sono quasi delle ombre sullo sfondo così come il duetto Goodman/Hedlund, il primo in un personaggio tipicamente coeniano, il secondo alle prese con la satira verso il suo Dean Moriarty di On the Road. Last but not the least, bisogna citare uno dei co-protagonisti, il gatto dei Gorfein che diventa il compagno di viaggio di Llewyn.

Presentato in competizione al Festival di Cannes 2013, il film non ha ancora una data di uscita in Italia, ma è probabile vederlo nelle sale verso fine 2013 inizio 2014.

Voto: 3.5 stelle

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