Jimmy’s Hall – Una storia d’amore e libertà (2014)

27/03/2015 by Renato Volpone
2014, Drammatico, Film Europei, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Recensioni divider image
Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà (2014)

Ken Loach sempre sensibile alle tematiche sociali e politiche d’oltremanica, dopo il documentario The Spirit of ’45 del 2013, arriva di nuovo sul grande schermo con un racconto ambientato in Irlanda a cavallo tra gli anni 20 e 30. L’obiettivo viene puntato ancora una volta sulla dicotomia sociale tra ricchi e poveri, sulla durezza della vita acuita dalla crisi e sull’invadenza sociale del pensiero religioso, elementi che hanno portato nel loro insieme alla serie di guerre civili che nel secolo scorso hanno crudelmente ferito l’isola del nord Atlantico.

Jimmy Hall’s è un film dal carattere didascalico che racconta dell’attività politica di James Gralton, dallo spirito comunista e libertario ad un tempo, nutrito dalle sue esperienze di vita negli Stati Uniti. In particolare racconta delle polemiche legate ad una sala da ballo “the Pearse-Connolly Hall” dove si alternarono lezioni di ballo a riunioni a sfondo più tipicamente politico. Il profondo risentimento di una parte della popolazione contro lo spirito comunista, accompagnato da un puritanesimo radicale portò a violenti attacchi contro il gruppo nato attorno alla sala da ballo fino ad un attentato e alla distruzione della stessa. Loach non riesce a superare il confine tra romanzo e documentario e, grazie anche all’interpretazione priva di pathos e partecipazione di Barry Ward, ne esce un racconto didascalico con pochi spunti emozionali dovuti a personaggi minori.

La ricostruzione storica è accurata, peccato che Loach non conosca la vita contadina e per mantenere la bilancia a pari livello tra i contendenti manda il contadino a tagliare il fieno in giacca e cravatta. Una povertà dignitosa, quindi, elegante, più vicina ai “Dubliners” di James Joyce che al contadino vero. I giudizi morali sono pesanti, soprattutto contro la Chiesa cattolica nelle vesti del reverendo Sheridan, capace di ascoltare le persone solo quando “sono in ginocchio”. Nel confronto con la Chiesa Loach però non prende una posizione netta, aprendo con la figura dell’aiutante del reverendo uno spiraglio di giustizia, sottolineato anche dal saluto rispettoso del prelato anziano di fronte all’esilio di Gralton.

Loach tende così una mano verso una Chiesa progressista molto più vicina al suo ideale borghese di comunismo. La fotografia risalta i colori della natura e gli interni delle vecchie case irlandesi, lasciando poco respiro agli ampi paesaggi, sacrificati per rendere più evidente la povertà dell’epoca. Anche gli spunti musicali sono volutamente troncati, a rappresentare le ali legate dei giovani che volevano volare e non potevano farlo. Un racconto troppo edulcorato che si allontana fortemente dalla povertà di un’Europa a cavallo di due guerre e di un Paese martoriato prima dalla Guerra d’Indipendenza e poi da un contrasto morale e religioso che lo vedrà per tutto il ventesimo secolo come un campo di battaglia.

Voto:2-stelle

IMDb ♦ Mymovies ♦ Opensubtitles




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