John dies at the end (2012)

04/01/2013 by Luca
2012, Commedia, Fantasy, Film Americani, Horror, Recensioni, Stati Uniti divider image
John dies at the end

C’è una nuova droga in città, si chiama ‘Salsa di soia’, è un liquame nero apparentemente vivo, e oltre a farti sballare ti dà dei poteri soprannaturali quali leggere nella mente degli altri, vedere gli eventi prima che accadano, viaggiare nelle dimensioni parallele e vedere esseri invisibili alle persone normali. John Dies at the End non è un film per tutti (ma a ben vedere quale lo è?), ma ha tutte le carte in regola per diventare un cult per gli amanti del genere.

La storia è raccontata da David Wong (Chase Williamson) in flashback, che cerca di spiegare ad un giornalista (Paul Giamatti) il perché lui e il suo amico John (Rob Mayes) siano venuti in contatto con la sostanza e gli effetti che questa ha avuto sulle loro vite: mentre sono ad una festa, incontrano un ‘mago’ giamaicano (Tai Bennett) che spiazza Dave raccontandogli il sogno che ha fatto la scorsa notte; nella notte John, evidentemente sotto gli effetti di una qualche strana droga, chiama Dave che, cercando di aiutarlo, prende accidentalmente una dose della sostanza. Da qui il passo è breve ad essere sospettato della morte del tizio giamaicano e di altri ragazzi e combattere con John un’entità di un’altra dimensione che vuole invadere la nostra.

Diretto da Don Coscarelli e adattato dal romanzo di David Wong (un pseudonimo di Jason Pargin), John dies at the end è un film allucinogeno, comico e splatter, sicuramente influenzato dal miglior Carpenter con rimandi a La Casa e a Grosso guaio a Chinatown. Il ritmo è quasi sempre alto, tra il gore e il divertente come era stato un paio d’anni fa per Tucker and Dale vs Evil . Guardando i due protagonisti viene immediato il paragone con i fratelli Winchester di Supernatural, ma questo non va a scapito della loro prova che risulta convincente. Sul fronte dei personaggi di contorno la fa da padrone Marconi (Clancy Brown), un finto/vero psichico, famoso per gli show a Las Vegas, ma in realtà un vero cacciatore di demoni. La parte di Paul Giamatti è (personalmente) troppo secondaria, si fa sempre apprezzare, ma sarebbe stato meglio se gli si fosse dato più spazio.

Presentato al Sundance del 2012 (quasi un anno fa), il film è già un mini-cult, ancora prima dell’uscita negli USA a fine gennaio e in Gran Bretagna a fine marzo. Per ora non si hanno notizie di uscite in altri Paesi, ma onestamente non penso che sia materiale da sala italiana, più da home video.

Voto: 3.5 stelle

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