Venezia 71 – Salome Alexi – Kreditis Limiti (2014)

07/10/2014 by Roberto Matteucci
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Kreditis Limiti (2014)

“Ieri non abbiamo avuto nessun cliente.”

Uno sventurato turista francese assaggia la loquacità georgiana, quella di due donne con mille problemi ma sempre pronte a bere e a chiacchierare. La guida gli racconta la storiella sul paradiso assegnato ai georgiani ritardatari da Dio. Ma c’è un altro aneddoto sui georgiani capace di centrale la maggiore delle loro caratteristiche umane: “Fintanto che ci sarà un georgiano vivo, gli osti non conosceranno miseria.” I georgiani sono gente orgogliosa, combattenti, amichevoli, divertenti, fraterni ma pieni di difficoltà, con una crisi economica traumatizzante. Un reddito pro-capite di 6.100 dollari americani (in classifica è il cento cinquantunesimo paese al mondo) (1), una disoccupazione elevata con punte stratosferiche fra i giovani. Se aggiungiamo la litigiosità militare contro il più potete fra i vicini, la Russia, comprendiamo il momento terribile per la Georgia.

Il bel film Kreditis limiti – Line of Credit della regista Salome Alexi ci racconta con fredda emotività la vita di Tbilisi. Ci leggiamo anche un racconto attuale, su come la finanza famigliare, se mal gestita possa creare dipendenza e perfino essere uno dei pilastri della presente crisi economica.

Nino (nota bene: in Georgia è un nome femminile) è sposata, ha un figlio e una figlia grandi. Vive in una casa di proprietà con la madre. Durante l’URSS abitavano a Mosca e avevano soldi e successo. Con la fine del comunismo ritornarono a Tbilisi con un po’ di denaro. Ma in poco tempo, senza lavoro, si trovarono con tanti debiti. La storia prosegue senza interrompere il continuo inseguimento alla ricerca di soldi, ogni volta a debito per pagare altri debiti. È un giro vizioso senza fine: s’impegna gli ori della famiglia, per saldare una rata del mutuo con la banca, che aveva preso per pagare un prestito con un’amica: “Ora devo prendere un altro prestito per pagare quello vecchio.” In quest’ossessione coinvolge tutta la famiglia e perfino gli amici. Perché i georgiani sono pronti ad aiutarsi. Ci sono momenti, situazioni angoscianti, perché nella condizione di Nino c’è tutta Tbilisi. Un’amica malata di cancro gli confessa di non mangiare, spera di prendere l’anemia, perché i trattamenti degli anemici, per una sperimentazione sono gratis e così potrà curarsi anche le metastasi. Ovvero il vecchio professore, il quale risiede in due stanze del palazzo di Nino. È cieco, senza soldi, qualche bonifico gli lo invia la figlia badante all’estero. Le disgrazie della vita l’hanno reso indifferente contro le avversità perciò sta chiuso in casa mentre un’amica gli legge uno dei tanti libri della sua libreria. L’ansia e l’oppressione continuano a crescere nel film. Nino arriva all’ultimo istante con i soldi per pagare una rata di un prestito, per riprendere subito dopo loschi giri per regolare la prossima.71 Mostra Internazionale cinematografica di Venezia

Se la trama è una rincorsa al nuovo mutuo, perciò un argomento inquietante e doloroso, Tbilisi è diversa. Il più popolare pittore georgiano è Niko Pirosmani, autore a cavallo dell’ottocento e novecento. I suoi dipinti sono ritratti di un tempo, una Georgia rurale e popolare, povera però sempre gioiosa. Nei quadri dipinge la sua patria con le sue molteplici feste, banchetti, matrimoni, processioni. La Georgia è alternanza fra dolore e divertimento. Le ristrettezze smisurate non impediscono ai georgiani di trovare ogni volta un motivo per bere, mangiare, stare insieme. Perfino la firma dell’ipoteca sulla casa sarà motivo di brindare con un amico. A Tbilisi ci sono ristoranti, bar, discoteche sempre aperti. Anche durante la notte c’è solo l’imbarazzo della scelta per intrufolarsi in un locale e bere con nuovi amici. Salome Alexi è come il pittore Pirosmani. Il carattere georgiano è sprigionato dalla regista con precisione, alternando i due momenti: le difficoltà economiche e il desiderio di fare festa. Molte scene assomigliano ai suoi quadri. Delle tavole imbandite con delle persone intorno. Nel film si mangia, si beve, si canta, si suona. Addirittura la strozzina nel negozio di Nino assapora cibo e sorseggia vino.

La regista pone in evidenza un altro tema, anche questo inquietante. Disegna una storia tutto al femminile. Kreditis Limiti è una pellicola dedicata alle donne, alle complicazioni affrontate solitariamente. Gli uomini sono degli incapaci. Nino è sposata ma il marito è disoccupato, nullafacente, e inadeguato a trovare i soldi per i pagamenti. Il figlio è altrettanto debosciato, si è appropriato dell’unico bene di valore della famiglia per pagare i debiti di gioco. Le tragedie per gli uomini sono spettacoli esteriori, essi sono frastornati. Le donne sono le sole a lottare, impegnarsi, lavorare. Ma non sarà sufficiente in un mondo sempre più difficile.

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(1) Fonte www.cia.gov




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