Guido Lombardi – Là-bas (2011)

08/08/2012 by Maurizio
2011, Drammatico, Festival di Venezia, Film Europei, Gli esordi alla regia, Italia, Recensioni divider image
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Yssouf è un giovane africano con l’animo da artista in cerca di denaro necessario per poter acquistare un costoso macchinario con cui produrre le sue opere d’arte. Giunge a Castel Volturno, dove trova ospitalità in una comunità di immigrati accampata in una angusta villa, detta la Casa delle Candele perché spesso salta la luce. Yssouf si trova ad un bivio. Per guadagnarsi da vivere deve scegliere: vendere, come gli altri inquilini, fazzoletti al semaforo o suonare musica per strada oppure unirsi allo zio Moses, un potente boss del traffico di cocaina, gemellato con la camorra del territorio. Dapprima, il ragazzo inizia a lavorare presso un autolavaggio, dopo si fa coinvolgere nello spaccio di droga.

 La bàs è un intercalare francese. Gli africani lo utilizzano quando parlano dell’Europa dove si sono riversati i loro famigliari e i loro amici. Tutto ruota intorno a questo termine e il regista ci offre una lettura inequivocabile. La bàs significa laggiù, lontano che si riferisce in questo caso ad una terra distante dal proprio paese natale. Si spera sempre che nella terra straniera si possa avere un riscatto, una chance. Ma si scopre immediatamente che la terra straniera non è tanto lontana da quella natale. Caldo e miseria sono presenti in entrambi i luoghi. La bàs significa anche il fondo. Ed è quello che raggiunge il protagonista giunto in Italia con le migliori intenzioni. Una di queste è trovare un lavoro per poter realizzare i propri desideri. Ma questi si sgretolano davanti i suoi occhi, quando comprende quale è la vera realtà nella quale si trova a vive. Il sottotitolo è Educazione criminale. Ed è quella che apprende il giovane immigrato. Attraverso il suo sguardo, il pubblico viene “educato” alla sopravvivenza fatta di violenza, sopraffazione e prepotenza.

Anche se dal taglio quasi documentaristico, La bàs non è un film sull’immigrazione o sulla camorra, anche se si ispira alla strage di Castel Volturno. È piuttosto un racconto narrato attraverso gli occhi disillusi di giovane immigrato.

Opera prima del coraggioso regista Guido Lombardi (ha avuto problemi a girare, ostacolato per primo dal sindaco della città) che, in modo lucido e senza moralismi, mette in scena una mistura tra razzismo e camorra, perfettamente equilibrata al disagio di un ragazzo che vorrebbe intraprendere un percorso corretto, ma sceglie invece quello sbagliato.

La-Bàs è in concorso all’ultima Mostra di Venezia nella sezione Settimana della critica, ha conquistato il Leone del futuro come miglior opera prima, il premio Kino della Sic come miglior film e la distribuzione di Cinecittà Luce, ha vinto al festival di Busan nell’unica sezione di concorso aperta a film non asiatici.

È un film brutale, feroce e coinvolgente, dalla fotografia netta fatta di primi piani e angolature ricercate, supportato da una colonna sonora drammatica e coinvolgente curata da Giordano Corapi che attraverso la costruzione musicale, ci emoziona e, al tempo stesso, ci angoscia.  Sorprendentemente bravi quelli che, nella realtà dei fatti, non sono attori, ma immigrati veri e propri che rendono ancora più veritiero il film. La scelta del regista di lasciare i dialoghi in originale, non badando ai possibili risultati del boxoffice, è stata una scelta azzardata, ma azzeccata in quanto i dialoghi sono più fluidi e diretti. È così che si mescolano francese, inglese e dialetto napoletano.

La-Bàs è un ottimo film, non retorico e schietto. Tuttavia c’è una metafora. Il protagonista, in una delle ultime scene, indossa un abito bianco regalato dallo zio. Il regista ha scelto proprio il bianco, colore della purezza per antonomasia, ma che diventa qui simbolo di cattiveria, di miseria e di corruzione. Tanto è vero che il ragazzo se ne libera e rimane nudo. Così diventa invisibile agli occhi dei camorristi che lo stavano inseguendo. È qui che egli compie un percorso catartico e ritorna sulla via giusta.

Voto:

IMDb ♦ Mymovies ♦ Opensubtitles




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