La donna che canta (2010)

26/03/2011 by Luca
2010, Canada, Denis Villeneuve, Drammatico, Film Americani, Film Europei, Francia divider image
La donna che canta (2010)

Alla morte della loro madre, il notaio che esegue il testamento consegna ai gemelli Jeanne (Mélissa Désormeaux-Poulin) e Simon (Maxim Gaudette) due lettere da consegnare rispettivamente al padre e al fratello, due persone di cui ignoravano fin’ora l’esistenza. La madre Nawal Marwan (Lubna Azabal) era una libanese, emigrata in Canada durante la guerra civile, dove ha cresciuto i due figli da sola seppellendo il passato.

Dei due fratelli, inizialmente solo Jeanne parte per Daresh (Daressa) per ripercorrere la vita della madre e recuperare le informazioni necessarie per sapere chi è quella parte di famiglia mai conosciuta.

Parallelamente alle indagini di Jeanne, il film propone la storia tragica e potente della madre: ripudiata dalla famiglia cristiana per essere rimasta incinta di un musulmano, le viene tolto il bambino e si trasferisce a Daresh per studiare all’università. Entra in contatto con le militanze libanesi e viene arrestata per il tentato omicidio del generale Lahad dell’esercito del Libano del Sud. In prigione sarà torturata e violentata e si guadagnerà il soprannome de ‘La donna che canta’ per aver trovato nel canto l’appiglio per non impazzire.

Jeanne convince il fratello Simon a raggiungerla per completare la ricerca, e quello che scopriranno li segnerà per la vita, lasciando dei segni anche nello spettatore.

La donna che canta (Incendies) è un film violento, ma più che di violenza fisica (anche se presente) si tratta di violenza dell’anima: una serie di colpi ben assestati che lasciano storditi, fino al knock out finale che toglie letteralmente il fiato. Molte le scene che lasciano l’amaro in bocca per la loro (purtroppo) realistica crudeltà; raramente sono rimasto colpito a tal punto.

Il regista canadese Denis Villeneuve, praticamente sconosciuto in Europa, è pluripremiato in patria fin dagli esordi e ora fa un passo in più per entrare nel giro internazionale; mette in scena con maestria, con un racconto duro e senza sbavature, il romanzo Scorched di Wajdi Mouawad, ispirato alla storia vera (se non altro per la parte della gioventù) di Souha Bechara che nel film è Nawal Marwan.

Uscito in sordina un paio di mesi fa in Italia, e avendo quindi ottenuto incassi molto bassi, non poteva essere inizio migliore delle recensioni della cinquina dei nominati come miglior film straniero agli Oscar di quest’anno.

  • Festival internazionale di Toronto 2010: miglior film canadese
  • 8 Premi Genie 2011: miglior film, miglior regia, miglior attrice (Lubna Azabal), miglior adattamento, miglior fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio
  • 9 premi Jutra

Voto: 

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