La fuga di Martha (2011)

14/03/2012 by Luca
2011, Drammatico, Film Americani, Gli esordi alla regia, In uscita in Italia, Recensioni, Stati Uniti, Sundance Film Festival, Thriller divider image
La fuga di Martha (2011)

La fuga di Martha (in origine Martha Marcy May Marlene) si apre in una fattoria nello stato di New York. Anche se i membri di questa comunità post-hippie in un primo momento sembrano condurre una vita idilliaca e sostenibile, emerge ben presto che non tutto va bene e vediamo la protagonista, Marcy May (Elizabeth Olsen) in fuga attraverso i boschi all’alba. Riesce ad arrivare ad un paesino dal quale chiama la sorella (Sarah Paulson) per farsi venire a prendere. Martha, questo il vero nome della ragazza, trova ospitalità quindi dalla sorella, che non sentiva da due anni, e dal cognato, nella loro casa delle vacanze sul lago.

Martha ha vissuto gli ultimi mesi nella comunità/setta gestita da Patrick (John Hawkes), il leader che plagia le menti di giovani donne per portarle al proprio servizio. L’uomo le rende totalmente succubi e queste fanno tutti i lavori necessari e si rendono disponibili per favori sessuali. Pur avendo trovato la forza di scappare, Martha è ancora totalmente vittima di questo ‘credo’ e non rivela niente alla sorella di come ha vissuto e di cosa ha passato negli ultimi mesi.

I due periodi, la vita nella comunità e nella casa con la sorella, vengono avvicendati con continui flashback impercettibili, tra sogni e ricordi di Martha: l’effetto disorienta un po’ all’inizio, ma è geniale; e questa fusione tra due modi di vivere così diversi, accentua le differenze tra i due stili di vita. L’esordio alla regia per Sean Durkin è anche il debutto per Elizabeth Olsen, splendida nel ruolo di Martha, una donna che ha perso il proprio senso d’identità, e sta perdendo anche il contatto con la realtà.

Il film si pone anche domande interessanti circa i valori morali e sociali che scegliamo di promuovere nella società odierna. Mentre Martha guarda sullo stile di vita di sua sorella con disprezzo, considerandola superficiale e materialista, lo stile di vita alternativo promosso nella fattoria di Patrick, nel suo disprezzo per i valori e comportamenti della società attuale, assume un carattere un po’ sinistro, come lo svolgersi degli eventi, spingendo lo spettatore a prendere in considerazione tematiche più ampie come il rapporto tra il sé e la società in generale. Si può davvero sopravvivere tagliarsi fuori completamente dalla società? E fino a che punto è necessario escludere i valori e i costumi da essa stabiliti? Alla fine, Martha Marcy May Marlene non risponde a queste domande in particolare, ma certamente fornisce allo spettatore un po’ di spunti di riflessione interessanti.

In uscita in Italia il 25 maggio 2012.

  • Sundance 2011: miglior regia

Voto: 

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