Cannes 66 – La grande bellezza (2013)

23/05/2013 by Luca Ferraris
2013, Cannes Film Festival, Commedia, Drammatico, Film Europei, Francia, In uscita in Italia, Italia, Recensioni, Speciale festival di... divider image
La grande bellezza (2013)

Dolce Vita 2.0. Ok, bisognava dirlo ed ora possiamo cominciare.

Flaubert voleva scrivere un libro sul nulla (chi non lo sapeva lo scopre nel film), ma non ci è mai riuscito: beh, Sorrentino ha fatto un film sul nulla, nel senso positivo del termine se così possiamo dire. La grande bellezza è un film ambizioso, forse fin pretenzioso, che vuole volare alto affrontando il declino dei giorni nostri.

Protagonista è Jep Gambardella (Toni Servillo), un giornalista di 65 anni con un romanzo di successo scritto da giovane, che conosce tutti quelli che contano della vita mondana e che passa le notti alle feste più disparate, tornando a casa quando gli altri si svegliano; e terribilmente malinconico rispetto al primo amore e alla nullità con cui si circonda ogni notte.

Jep ci porta a conoscere la Roma notturna fatta di feste in cui ci sono i trenini migliori di Roma perché “non portano da nessuna parte“, di performance artistiche quanto meno stravaganti, di chiaccherate radical chic su terrazze all’ombra del Colosseo, e di una serie di personaggi che vorrebbero essere, ed invece si limitano ad apparire e a confortarsi a vicenda: c’è Romano (Carlo Verdone), amico da una vita di Jep, che vorrebbe fare teatro, ma è quanto meno mediocre; c’è Dadina, la sua redattrice nana che ogni tanto gli fa un po’ da madre; e poi ci sono un sacco di personaggi di contorno, Orietta (Isabella Ferrari), milanese che non sopporta i romani (“Che lavoro fai?“, “Io sono ricca“, “Bel lavoro“), Ramona (Sabrina Ferilli), spogliarellista quarantenne che lavora nel locale del padre; e poi il prete che dà consigli su cucina, ma non sulla spiritualità, il guru del botox, ‘La santa’, una suora di 104 anni che ha passato la vita aiutando in Africa che torna per essere ricevuta dal Papa e che dice la frase sunto del film: “‘Non si può parlare della povertà. Puoi solo vivere la povertà“.

E’ un film che probabilmente si ama o si odia e, con un po’ di supponenza, in conferenza stampa Sorrentino alla giornalista che gli chiede perché secondo lui i giornali italiani l’hanno inizialmente un po’ stroncato mentre quelli esteri l’hanno esaltato, risponde che gli italiani non sono (ancora) riusciti a capirlo. Che poi Dolce Vita 2.0… come detto da Servillo, il primo film era farcito di speranze sull’onda del rilancio del dopo guerra, qui c’è un personaggio che dissipa il suo talento e che vive in una città fatta di occasioni perdute. La bellezza del titolo non è solo quella di Roma, cui Sorrentino dà risalto nelle sue vesti notturne, anzi è soprattutto quella della vita, che quando è troppa rischia di diventare vuota, ed il racconto è l’immagine del nostro mondo, più ‘bello’ rispetto al passato, ma per certi punti di vita abitato da pensieri e persone vuoti ed inutili.

Cannes 66   La grande bellezza (2013)

Il contraltare di questa vacuità, è l’incanto di cui è capace una città che offre scorci fantastici, e di cui Sorrentino riesce tirarne fuori la grande bellezza (questa sì), ma che vive con la Storia senza curarsene, corrotta fisicamente e moralmente; un omaggio ad una grande città più che ai suoi abitanti per un film straordinario per chi ama il cinema.

Presentato in concorso a Cannes 2013 ed uscito nelle sale italiane il 21 maggio, senza peccare di patriottismo è per ora il migliore tra quelli visti dal sottoscritto, ma anche tra i migliori per la maggior parte dei critici; un anno strano per Cannes, con una selezione in generale di qualità medio/bassa.

Voto: Cannes 66   La grande bellezza (2013)

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