La prima neve (2013)

11/11/2014 by Renato Volpone
2013, Drammatico, Film Europei, Italia, Recensioni divider image
La prima neve (2013)

“Le cose che hanno lo stesso odore devono stare insieme, ma io non so più che odore ho”:  Dani, arrivato dal Togo in una piccola valle del Trentino con un carico di dolore nel cuore, non riesce a trovare pace e non sa che fare della sua vita.

Vuole fuggire dalla piccola figlia di un anno che non ama, sopravvissuta alla giovane madre in un parto di dolore e morte per un viaggio verso la speranza, perché il dolore della perdita di Layla è intimamente suo e non può condividerlo con una gioia. Ma il dolore non conosce confini, colore della pelle o altre differenze e colpisce con la forza del destino anche la vetta di una montagna privando il piccolo Michele di un padre che gli voleva un bene grande come il mondo.  Dani quindi deve confrontarsi con la gente dura e chiusa della Valle, ma che lo sa accettare e con grande intelligenza ne condivide gli usi e le tradizioni, deve confrontarsi con il dolore di Michele grande quanto il suo e forse di più, e la vita riserva mille sorprese se si lascia aperta la porta del cuore.

Andrea Segre con questo secondo film mantiene altissimo il livello narrativo, riesce con grande sensibilità a far interagire culture diverse, a rendere uguali i diversi perché l’odore è lo stesso e gli uomini possono stare insieme ed amare  altri uomini. Il contrasto è duro: Dani viene da una metropoli africana e Michele vive in un piccolissimo borgo montano, il punto di vista è rovesciato, le tradizioni millenarie sono quelle della valle di montagna e il giovane africano mal si adatta ad un piccolo mondo antico. Ma la montagna è accogliente e avvolge con il calore della sua gente il viandante, l’uomo nero che arriva da lontano, e lassù anche la “prima neve”, quella più fredda, riesce a scaldare il cuore. Le immagini e la fotografia sono bellissime, il racconto assolutamente credibile con personaggi e attori di grande levatura. Di nuovo un bambino nel cinema italiano che sa recitare benissimo e porta il pubblico alla più grande commozione. E, infine, un regista che a dispetto della critica, è riuscito a fare un altro grande capolavoro.

ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE. Ripensando al film e scrivendo questa recensione non riesco ancora a trattenere le lacrime

Voto:4.5 stelle

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